Pubblicato in: NUTRIZIONE, RIFLESSIONI DI VITA

La bilancia dei pensieri

E se fossero i pensieri a far ingrassare?

Un giorno mi posi questa domanda, perché spesso sentivo frasi come “..il commento dei miei parenti è pesante!” o “..lo sguardo delle persone per strada pesa come un macigno”.

Ed è vero.

Creano quel circolo vizioso per cui si decide di rimanere chiusi in casa, ci si sente giù, soli e si iniziano a macinare pensieri del tipo:

“ Non sono all’altezza dei miei amici..”

“ Chissà cosa dice la gente di me..”

“ La società impone un modello che non raggiungerò mai, non andrò mai bene..”

“ La mia famiglia si vergogna di me..”

“ Faccio schifo, non cambierò mai..”

.. e così via, e il senso di frustrazione cresce in modo esponenziale, man mano che i pensieri si rincorrono, nel nostro inconscio, come un fiume in piena.

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E la frustrazione si sa, non va d’accordo con le diete! Si cerca cibo consolatorio, con la scusa “.. tanto, cosa cambia? Faccio schifo comunque, tanto vale che almeno mi godo il cibo..”

E allora a fare ingrassare sono proprio i pensieri!!! Quelli sbagliati però..

E se ci fossero pensieri, dei pensieri GIUSTI, che fanno dimagrire?

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Così ripensai a quelle frasi che quando le senti ti arrivano dentro, sciolgono muri, rompono argini, accendono luci e senti quasi un campanello suonare.

Ti fanno riflettere e magari vedere un’alternativa, ti fanno porre una domanda: “e se invece potessi farcela?” “e se provassi a cambiare qualcosa?”..

E da lì succedono cose che neanche immaginavi! E fai scelte che prima nemmeno avevi ipotizzato.

E ti dicono: sei cambiato da un momento all’altro? Dalla mattina alla sera stravolgi la tua vita? Cosa ti avrà mai fatto cambiare idea, all’improvviso?

E tu rispondi sì, è stato un attimo. Una parola, una frase, una convinzione, un sorriso, la sensazione che qualcosa o qualcuno volesse parlare proprio a te e dirti ciò di cui avevi bisogno.

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Dunque siamo d’accordo: i pensieri che fai generano emozioni. Se penso che non cambierò mai, mi sento un fallito. Le emozioni generano azioni: se mi sento un fallito sarò demotivato, e di sicuro non mi viene voglia di farmi una passeggiata.

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Ma se invece penso di essere una persona coraggiosa, mi sento pieno di energia e ottimismo. Questa emozione mi spinge ad avere fiducia in me e nelle cose, e quindi se mi propongono di partecipare ad una marcia, mi lancio e accetto, e perlomeno ci provo. Che vada bene o male non importa, perché io rinforzo il mio pensiero: anche se va male sono stato coraggioso. Andrà meglio la prossima volta, ma intanto io sono fiero di me.

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Cosa c’entra tutto questo con una Nutrizionista?

Io credo che per dimagrire o ritrovare il proprio benessere serva essere felici, e  per essere felici bisogna essere soddisfatti della propria vita e sistemare ciò che non va, e alle volte per capire ciò che non va bisogna iniziare a pensare alle cose in un ottica nuova.

Allora sì, i pensieri fanno dimagrire.

Quelli giusti.

bilancia dei pensieri

Nel mio studio c’è lei: LA BILANCIA DEI PENSIERI.

Ogni mio paziente, al primo incontro o quando sento che ne ha bisogno, pesca il suo pensiero, quello che il Karma (o chi per lui) ha deciso di assegnargli quel giorno, in quel particolare momento della vita, per fargli fare un salto di qualità nei suoi pensieri.

Perché?

Perché per dimagrire non bisogna pesare il cibo,

bisogna pesare i pensieri.  ❤

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A COSTRUIRE UN SOGNO SI FA FATICA

Il caffè Pedrocchi è un simbolo della città di Padova, la mia città. La città che ha un prato senza erba, un Santo senza nome, e appunto, un bellissimo caffè senza porte.

E vorrei tanto che Antonio Pedrocchi fosse qui, vivo, con gli occhi colmi di gioia e il cuore traboccante di meritata arroganza, a poter dire: “Avete visto? Lo dicevo io che avrei costruito il Caffè più bello della terra, che io, figlio di un umile caffettiere, sarei rimasto nella storia!”

E io, per come sono fatta, provo tanta stima e ammirazione per quest’uomo che ha dato tutto se stesso al suo lavoro, che era molto di più, era il suo sogno. E per costruire questo sogno ha messo tanto sudore e tutto il suo tempo, e ha creduto sempre alle sue idee rivoluzionarie, alle scelte innovative, nuotando fiero contro corrente.

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Nel 1816 Antonio Pedrocchi commissionò al noto architetto veneziano Giuseppe Iappelli l’ampliamento del piccolo caffè ereditato dal padre. Definito “senza porte” sia perché per quasi un secolo è rimasto aperto 24 ore su 24, sia per l’accoglienza dettata dalla sua struttura: un porticato aperto, una sorta di passaggio in mezzo alla città. Dove chiunque poteva entrare e respirare quell’aria intrisa di scoperte dei grandi uomini di scienza, di moti rivoluzionari e di profumo di caffè. Senza per forza spendere denaro, perché la cultura, diceva Pedrocchi, deve essere alla portata di tutti.

E questa era una delle tante idee di quest’uomo in contrapposizione con i borghesi dell’epoca, che ritenevano più opportuno intrappolare le illustri menti in salottini accessibili solamente all’alta società. Così come l’illuminazione a gas, i prezzi più bassi, un giornale “Il Pedrocchi” messo a disposizione di tutti nei tavoli del caffè.

Alle donne venivano offerti in dono dei fiori e, in caso di pioggia improvvisa, ai clienti veniva prestato un ombrello.

Ora capite perché veniva chiamata “l’isola felice di Antonio Pedrocchi”?

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In una Domenica uggiosa mi sono rifiutata di chiudermi in un centro commerciale, e ho assistito con un’amica ad una VISITA ANIMATA di questo famoso edificio, che spesso ho fiancheggiato mentre facevo shopping  per festeggiare la fine delle sessioni  universitarie. Un’esperienza magnifica: degli attori ci hanno accompagnato tra le stanze di questo meraviglioso caffè, riportandoci l’atmosfera di quel tempo, e raccontandoci la storia di quel piccolo uomo e il suo architetto folle, che hanno creato un miscuglio etrusco-greco-gotico-romano-rinascimentale-moresco ed egizio.

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sala per le letture

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La stanza egizia
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Ritratto di Antonio Pedrocchi

E io mi sono innamorata di questo personaggio, Antonio, definito spesso -di una bruttezza irraccontabile, basso e figlio di un umil servo-. Grazie alle sue doti imprenditoriali, e ad una buona dose di megalomania e visionarietà, divenne il primo attore di un’epoca in fermento, grazie alla sua individuale e instancabile laboriosità, e per il suo coraggio.

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l’ape è simbolo di laboriosità
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Le api su tutti i muri della stanza dedicata a Rossini

Gli invidiosi di lui dissero ogni cosa: che la sua ricchezza doveva venire da qualche eredità nascosta, o addirittura che scavando durante i lavori avesse trovato delle pietre preziose. “È più facile credere nella fortuna di qualcuno, piuttosto che ammettere le sue capacità, la tenacia e tutto il sacrificio che sta dietro alla costruzione di un sogno!”, si lamentò Pedrocchi nel suo giornale.

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Rappresentazione animata

Oh come mi sono sentita vicino a te, caro Antonio.

Il professor Pietro Buratti ti definì – un genio in mascara da mona–, ma pur sempre un genio.

Carlo Leoni in un chiacchieratissimo articolo del Figaro ti descrisse come – una persona pingue e robusta, di aspetto maligno e con il cipiglio da cattedrante, benchè nato in una miserabile casuccia—

Un arrogante insomma.

Uno che credeva in se stesso.

Uno che investiva ogni centesimo guadagnato nella costruzione del suo sogno, un perfetto contenitore di anime, stili e idee deliziosamente diversi.

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“Si aggirava nel caffè, discorrendo con tutti, con quella sbilenca postura, sempre protratta in avanti, verso i tavoli, verso la gente. Come se stesse allo stesso tempo per cadere, e per spiccare il volo”.

Ed è proprio così che sembrano da fuori le persone ambiziose, coraggiose e con un sogno da edificare: a volte sembra stiano per cadere, in realtà stanno per volare.

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Il tempo della dieta

Ah quanto sono collegate, la dieta e l’amore!

L’amore, come diceva il buon Mago Merlino, è la forza più grande della terra.

L’amore è una forza strana, non è di gravità perché tutto fa tranne tenerti con i piedi per terra! Ma è di sicuro una forza attrattiva, se si è innamorati spazza via ogni altro pensiero, se si è soli spinge a cercarlo.

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E così la bellezza, l’estetica, stare bene con il proprio corpo sono satelliti che gli ruotano attorno.

Ed ecco che si parla di dieta.

L’amore è una grandissima leva per il cambiamento: che sia per la fine di una storia o per l’inizio di una nuova complicità.

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“Ricomincio da me!”, molto spesso per ricucire i pezzi di un cuore infranto si comincia a curare qualcosa che si vede da fuori, si riparte prendendosi cura di sé, dell’alimentazione, dello stile di vita, con l’obbiettivo di migliorare il proprio aspetto fisico, il più delle volte per dimostrare a quel “bastardo” che cosa si è perso.

O al contrario, se si vuole attirare l’attenzione di quella persona, per passare dall’essere trasparenti ad accecarla con la nostra bellezza, che spesso non ha a che fare con il peso ma con la sicurezza in se stessi. E allora non ci sono scuse che tengano: si trova il tempo per l’attività fisica, si rinuncia facilmente al pezzo di pane, perché il fine ultimo è molto più allettante di quella fetta di torta.

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E poi c’è quel momento, meraviglioso, idilliaco, l’innamoramento iniziale, quando nessun Guru dell’alimentazione ha più credito, quella fase dove ci si ricorda a malapena di mangiare: “si vive d’amore”. Ed è vero, perché il cibo perde di ogni attrattiva, e ci si nutre delle sue foto, dei suoi messaggi, del piacere della sua compagnia. E improvvisamente si perde peso, “senza accorgersene, senza rinunciare a nulla”. Eh, grazie.

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Ma l’amore gioca anche brutti scherzi:

la solitudine, la tristezza, il rammarico per una storia finita. La frustrazione di essere sempre il single della situazione, il tempo passa e le effusioni d’amore sono quelle del cane o del gatto.

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E il cibo diventa qualcosa di soffice su cui accoccolarsi, qualcosa di accogliente, qualcosa che ti attraversa e va a riempire la pancia, e lui ci prova povero a riempire anche quel vuoto, ma è mera illusione. E tu lo sai.

E domani si riparte: nuova dieta, nuovo buon proposito.

Stesso vuoto, stessa mancanza.

Maledetto amore.

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E poi c’è l’amore fisico.. ah, un mondo!!!

Una volta una cara amica mi disse: “Secondo me non fare l’amore fa ingrassare!!!”. Ah, quanto è vero!

Fare l’amore, specialmente all’apice della passione, è considerata attività fisica a tutti gli effetti. In media sono state calcolate ca 200 kcal bruciate ogni 30 minuti di attività sessuale. Valore molto opinabile, ma certamente si brucia.

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Tutti gli ormoni rilasciati poi provocano uno stato di euforia e rilassamento, permettono di affrontare le difficoltà della vita evitando di ricorrere al cibo come palliativo per stress, nervoso, noia e tristezza.

Poi non raccontiamoci frottole, l’estetica ci interessa  maggiormente nel momento in cui ci si spoglia davanti al partner.

Sentirsi bene nell’intimità ha a che fare con le proprie forme:

dai più giovani a chi porta i segni del tempo sul proprio corpo, dai primi incontri alle coppie ormai ben assodate, da chi cerca un figlio a chi vuole riaccendere la passione dopo i figli, da chi ama il sesso occasionale a chi mantiene vivo un rapporto che dura da anni.

Ed è quindi vero che non fare l’amore porta ad ingrassare: nessuno mi deve vedere in intimo, il corpo viene vestito e coperto, si mangia per consolazione o per trovare sfogo alle giornate pesanti.

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E allora, uno dei miei più grandi pilastri è questo: PER DIMAGRIRE BISOGNA ESSERE FELICI.

E l’amore, che lo vogliate ammettere o meno, è uno dei pilastri della felicità.

Se avete la possibilità:  fate l’amore, non fate la dieta!

Se non ce l’avete:  fate la dieta per fare l’amore!

😉

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Pubblicato in: CHI SONO, RIFLESSIONI DI VITA

La mia “PROVA (del cuoco)”

Eccomi qui, sul treno di ritorno Roma-Padova.

A rispondere a tutti i messaggi che mi sono arrivati questa settimana,

di complimenti, di incoraggiamento, di supporto e di stupore.

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Primo giorno, tanta tanta emozione!

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E stavo pensando proprio che meraviglia e stupore sono stati fra i sentimenti che ho provato maggiormente.

Meraviglia per come sono stata accolta e trattata da ogni persona della Redazione, meraviglia nel vedere quanta gente lavora dietro ad una produzione televisiva, meraviglia nel vivermi una settimana completamente diversa, lontana dalle responsabilità lavorative, godendomi con curiosità ogni istante negli studi e i momenti liberi a riempirmi gli occhi di Roma, che non smette mai di meravigliare.

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Roma

 

Mi sono stupita sia in modo positivo che in modo negativo.

Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalle mie capacità culinarie, nelle quali, sono sincera, non facevo molto affidamento!

Uno stupore, misto invece a molta pressione, l’ho provato nel rendermi conto che non è per niente una passeggiata: avevo fatto male i miei conti!!

Immaginavo che sotto ci fosse una preparazione pre-gara, che si sapessero in anticipo gli ingredienti, che il cuoco facesse praticamente tutto da solo..

E invece si scopre il contenuto della cesta proprio lì, in diretta, si decide in 10 minuti cosa fare e il cuoco, spesso più agitato di te, ti affida completamente la preparazione di un piatto, dalle dosi all’esecuzione alla cottura. E il tempo vola!!!

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con Cesare Marretti, Giampiero Fava e Gilda

Se poi si aggiunge Antonella che ti fa le domande, che sei davanti a tante telecamere e che tutta Italia non solo ascolta quello che dici, ma soprattutto ti giudica per quello che riuscirai a preparare, beh mi stupisco ancora di come ho tenuto saldi i miei poveri nervi!

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.. in camerino prima della diretta!

A ripensarci ora ci vuole una bella dose di coraggio!

Ma io sono così: un po’ naïve a volte, non faccio bene i calcoli prima di lanciarmi nelle cose. Mi faccio prendere dall’entusiasmo.

E così mi sorge spontanea una riflessione: forse nella vita ci vuole una dose di ingenuità, un pizzico di follia, una certa irresponsabilità.

Perchè se uno si mette realmente a pensare a tutto, e lo dico proprio con il senno di poi, a certe esperienze proprio ci rinuncia a priori. Ma quante esperienze meravigliose ci stiamo perdendo in questa vita? Siamo sicuri che sia questo  Vivere?

Io non lo so. Mi sono chiesta cos’ho.

“Un uccello posato su un ramo non ha paura che il ramo si spezzi, perché la sua fiducia non è riposta nel ramo, ma nelle sue ali”.

Ecco cosa bisogna avere: fiducia nelle proprie ali.

Sempre.

bty

 

Pubblicato in: RIFLESSIONI DI VITA

Il richiamo dell’alba

A volte si ha proprio bisogno di vedere l’alba.

Un po’ come se dovessi vederla per crederci ancora.

Sì va bene, dopo ogni notte per quanto lunga possa sembrare, il sole risorge sempre.

Ma ci sono albe che tardano davvero. Albe che temiamo, che non vogliamo vedere, che vediamo ma non guardiamo.

E poi c’è quell’alba che ti chiama, che ti sussurra all’anima e semina in te la necessità di alzarti così presto quando potresti dormire, che magari sei in vacanza.. come se fosse una promessa che vuoi vedere se verrà mantenuta.

Perchè ci sono promesse non mantenute che ti fanno dubitare perfino dell’alba.

I tramonti sono più facili da vedere, l’ora, il romanticismo.. per quanto brutto possa essere stato un giorno, il tramonto lo veste di un abbraccio caldo che fa rallentare il battito cardiaco.

L’alba no. Non è la conclusione di un appuntamento, è l’inizio.

L’alba è carica di promesse, di aspettative.

L’alba è una sfida, è rilancio, è occasione.

É come avere a disposizione un foglio bianco, ma non avere il coraggio di cominciare a dipingere: ecco, l’alba è il primo tocco di colore, quello che rompe il ghiaccio, quello che ti invoglia ad andare avanti tu.

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alcune delle 30 albe che ho visto lungo il cammino di Santiago
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Un’alba lungo le Mesetas, Spagna

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Un’alba che mi cambiò la vita, a Palma di Mallorca nell’agosto 2016, dove scrissi questo pezzo e pensai che la mia vita aveva bisogno di ripartire da qui, da un giorno nuovo, da progetti nuovi, da speranze nuove. Indimenticabile. 
Pubblicato in: RIFLESSIONI DI VITA

Volersi Bene è un diritto, un dovere, e soprattutto uno stile di vita.

Vorrei far capire alle persone che il concetto di benessere è sì legato ad una sana alimentazione, ma ancor di più ad un rapporto sano con il cibo.

Fare attività fisica regolare è fondamentale per la salute, ma non quando diventa semplicemente una regola imposta da altri. Quando diventa sfogo, energia da utilizzare.

Avere un equilibrio psico emotivo nella vita di tutti i giorni è essenziale per stare bene con se stessi e con gli altri, avere autostima ed auto-efficacia, per non rimanere intrappolati negli schemi mentali auto limitanti.

Qui troverai storie di chi ha cambiato la sua vita, e tanti consigli e riflessioni sui temi a me più cari, sempre provenienti da esperienze di vita personali.

Magari la prossima storia da scrivere sarà la tua…

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