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La bilancia dei pensieri

E se fossero i pensieri a far ingrassare?

Un giorno mi posi questa domanda, perché spesso sentivo frasi come “..il commento dei miei parenti è pesante!” o “..lo sguardo delle persone per strada pesa come un macigno”.

Ed è vero.

Creano quel circolo vizioso per cui si decide di rimanere chiusi in casa, ci si sente giù, soli e si iniziano a macinare pensieri del tipo:

“ Non sono all’altezza dei miei amici..”

“ Chissà cosa dice la gente di me..”

“ La società impone un modello che non raggiungerò mai, non andrò mai bene..”

“ La mia famiglia si vergogna di me..”

“ Faccio schifo, non cambierò mai..”

.. e così via, e il senso di frustrazione cresce in modo esponenziale, man mano che i pensieri si rincorrono, nel nostro inconscio, come un fiume in piena.

brutti pensieri

E la frustrazione si sa, non va d’accordo con le diete! Si cerca cibo consolatorio, con la scusa “.. tanto, cosa cambia? Faccio schifo comunque, tanto vale che almeno mi godo il cibo..”

E allora a fare ingrassare sono proprio i pensieri!!! Quelli sbagliati però..

E se ci fossero pensieri, dei pensieri GIUSTI, che fanno dimagrire?

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Così ripensai a quelle frasi che quando le senti ti arrivano dentro, sciolgono muri, rompono argini, accendono luci e senti quasi un campanello suonare.

Ti fanno riflettere e magari vedere un’alternativa, ti fanno porre una domanda: “e se invece potessi farcela?” “e se provassi a cambiare qualcosa?”..

E da lì succedono cose che neanche immaginavi! E fai scelte che prima nemmeno avevi ipotizzato.

E ti dicono: sei cambiato da un momento all’altro? Dalla mattina alla sera stravolgi la tua vita? Cosa ti avrà mai fatto cambiare idea, all’improvviso?

E tu rispondi sì, è stato un attimo. Una parola, una frase, una convinzione, un sorriso, la sensazione che qualcosa o qualcuno volesse parlare proprio a te e dirti ciò di cui avevi bisogno.

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Dunque siamo d’accordo: i pensieri che fai generano emozioni. Se penso che non cambierò mai, mi sento un fallito. Le emozioni generano azioni: se mi sento un fallito sarò demotivato, e di sicuro non mi viene voglia di farmi una passeggiata.

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Ma se invece penso di essere una persona coraggiosa, mi sento pieno di energia e ottimismo. Questa emozione mi spinge ad avere fiducia in me e nelle cose, e quindi se mi propongono di partecipare ad una marcia, mi lancio e accetto, e perlomeno ci provo. Che vada bene o male non importa, perché io rinforzo il mio pensiero: anche se va male sono stato coraggioso. Andrà meglio la prossima volta, ma intanto io sono fiero di me.

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Cosa c’entra tutto questo con una Nutrizionista?

Io credo che per dimagrire o ritrovare il proprio benessere serva essere felici, e  per essere felici bisogna essere soddisfatti della propria vita e sistemare ciò che non va, e alle volte per capire ciò che non va bisogna iniziare a pensare alle cose in un ottica nuova.

Allora sì, i pensieri fanno dimagrire.

Quelli giusti.

bilancia dei pensieri

Nel mio studio c’è lei: LA BILANCIA DEI PENSIERI.

Ogni mio paziente, al primo incontro o quando sento che ne ha bisogno, pesca il suo pensiero, quello che il Karma (o chi per lui) ha deciso di assegnargli quel giorno, in quel particolare momento della vita, per fargli fare un salto di qualità nei suoi pensieri.

Perché?

Perché per dimagrire non bisogna pesare il cibo,

bisogna pesare i pensieri.  ❤

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Allergia ai POLLINI e ALIMENTAZIONE

A chi odia l’arrivo della primavera, perchè fa rima con ALLERGIA;

a chi passa la maggior parte del tempo in questo periodo a starnutire e soffiarsi il naso;

a chi all’idea di una passeggiata in mezzo alla natura pensa subito a quale antistaminico da cavallo prendere..

MI DISPIACE: ho brutte notizie.

Perché se è vero che l’alimentazione può contribuire in parte ad aggravare i sintomi delle allergie da pollini, è altrettanto vero che per alleviarli dovreste evitare di consumare praticamente tutti gli alimenti, specialmente per le graminacee!

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L’allergia ai pollini ha andamento tipicamente stagionale. Si manifesta solo in un determinato periodo dell’anno, quello cioè corrispondente alla fioritura della pianta a cui il polline appartiene. Il caso più frequente è quello dell’allergia alle graminacee (erbe la cui fioritura avviene nel periodo da fine aprile a fine settembre) ma negli ultimi tempi si è assistito ad un progressivo aumento delle allergie ai pollini di altre specie vegetali. È il caso di alberi cosiddetti “a fioritura precoce” (da gennaio a marzo), come betulla, nocciolo, ma anche di altre piante, come l’ambrosia e il carpino.

Quello che succede prende il nome di CROSS REAZIONE:  in molti alimenti sono presenti molecole simili a quelle presenti nei pollini, che vengono riconosciute dal sistema immunitario anche per ingestione innescando così la reazione. Si tratta a tutti gli effetti di allergia alimentare, nella maggior parte dei casi limitata alla Sindrome Orale Allergica (prurito al palato, gonfiore alle labbra, edema della glottide) che non si presenta negli altri periodi dell’anno.

Dal momento che non tutte le persone allergiche ai pollini hanno necessariamente una allergia crociata agli alimenti e dal momento che non tutti gli alimenti elencati possono dare allergie nella singola persona è opportuno che sia il medico ad indicare caso per caso quale dieta seguire, allo scopo di limitare il rischio di squilibri nutrizionali.

Di seguito trovate gli alimenti che, se consumati in quantità e frequenze eccessive durante la fioritura delle piante, possono generare una reazione incrociata.

Betullacee

  • Mela, pera, banana, nespola, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, kiwi, lampone, fragola, litchi
  • Carota, sedano, finocchio
  • Prezzemolo
  • Nocciola, noce, arachide, mandorla
  • Pepe verde

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Composite

  • Cicoria, prezzemolo
  • Sedano, carota, finocchio, lattuga, zucca
  • Tarassaco, dragoncello
  • Camomilla
  • Banana, anguria, mela, melone
  • Castagne
  • Arachide, noce, nocciola, pistacchio
  • Olio di girasole
  • Margarine
  • Miele (di girasole e di tarassaco)

Parietaria

  • Pisello, fagiolo
  • Arachide, pistacchio
  • Soia
  • Gelso
  • Melone, kiwi, ciliegia
  • Patata
  • Basilico, ortica

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Graminacee

  • Sedano
  • Orzo, avena, mais, riso, segale, frumento
  • Kiwi, anguria, pesca, prugna, agrumi, melone, albicocca, ciliegia
  • Pomodoro, bietole
  • Mandorla, arachide

Assenzio e Ambrosia

  • Sedano, carote
  • Melone, anguria, banana

Purtroppo non c’è una regola fissa e uguale per tutti, quindi non vi resta che tentare una dieta di esclusione o semplicemente provate a fare attenzione alla vostra dieta durante questo periodo, meraviglioso per chi non soffre di allergia, ma decisamente antipatico per voi.

AVETE TUTTA LA MIA SOLIDARIETÀ.

 

bimbe nel polline

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A COSTRUIRE UN SOGNO SI FA FATICA

Il caffè Pedrocchi è un simbolo della città di Padova, la mia città. La città che ha un prato senza erba, un Santo senza nome, e appunto, un bellissimo caffè senza porte.

E vorrei tanto che Antonio Pedrocchi fosse qui, vivo, con gli occhi colmi di gioia e il cuore traboccante di meritata arroganza, a poter dire: “Avete visto? Lo dicevo io che avrei costruito il Caffè più bello della terra, che io, figlio di un umile caffettiere, sarei rimasto nella storia!”

E io, per come sono fatta, provo tanta stima e ammirazione per quest’uomo che ha dato tutto se stesso al suo lavoro, che era molto di più, era il suo sogno. E per costruire questo sogno ha messo tanto sudore e tutto il suo tempo, e ha creduto sempre alle sue idee rivoluzionarie, alle scelte innovative, nuotando fiero contro corrente.

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Nel 1816 Antonio Pedrocchi commissionò al noto architetto veneziano Giuseppe Iappelli l’ampliamento del piccolo caffè ereditato dal padre. Definito “senza porte” sia perché per quasi un secolo è rimasto aperto 24 ore su 24, sia per l’accoglienza dettata dalla sua struttura: un porticato aperto, una sorta di passaggio in mezzo alla città. Dove chiunque poteva entrare e respirare quell’aria intrisa di scoperte dei grandi uomini di scienza, di moti rivoluzionari e di profumo di caffè. Senza per forza spendere denaro, perché la cultura, diceva Pedrocchi, deve essere alla portata di tutti.

E questa era una delle tante idee di quest’uomo in contrapposizione con i borghesi dell’epoca, che ritenevano più opportuno intrappolare le illustri menti in salottini accessibili solamente all’alta società. Così come l’illuminazione a gas, i prezzi più bassi, un giornale “Il Pedrocchi” messo a disposizione di tutti nei tavoli del caffè.

Alle donne venivano offerti in dono dei fiori e, in caso di pioggia improvvisa, ai clienti veniva prestato un ombrello.

Ora capite perché veniva chiamata “l’isola felice di Antonio Pedrocchi”?

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In una Domenica uggiosa mi sono rifiutata di chiudermi in un centro commerciale, e ho assistito con un’amica ad una VISITA ANIMATA di questo famoso edificio, che spesso ho fiancheggiato mentre facevo shopping  per festeggiare la fine delle sessioni  universitarie. Un’esperienza magnifica: degli attori ci hanno accompagnato tra le stanze di questo meraviglioso caffè, riportandoci l’atmosfera di quel tempo, e raccontandoci la storia di quel piccolo uomo e il suo architetto folle, che hanno creato un miscuglio etrusco-greco-gotico-romano-rinascimentale-moresco ed egizio.

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sala per le letture

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La stanza egizia
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Ritratto di Antonio Pedrocchi

E io mi sono innamorata di questo personaggio, Antonio, definito spesso -di una bruttezza irraccontabile, basso e figlio di un umil servo-. Grazie alle sue doti imprenditoriali, e ad una buona dose di megalomania e visionarietà, divenne il primo attore di un’epoca in fermento, grazie alla sua individuale e instancabile laboriosità, e per il suo coraggio.

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l’ape è simbolo di laboriosità
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Le api su tutti i muri della stanza dedicata a Rossini

Gli invidiosi di lui dissero ogni cosa: che la sua ricchezza doveva venire da qualche eredità nascosta, o addirittura che scavando durante i lavori avesse trovato delle pietre preziose. “È più facile credere nella fortuna di qualcuno, piuttosto che ammettere le sue capacità, la tenacia e tutto il sacrificio che sta dietro alla costruzione di un sogno!”, si lamentò Pedrocchi nel suo giornale.

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Rappresentazione animata

Oh come mi sono sentita vicino a te, caro Antonio.

Il professor Pietro Buratti ti definì – un genio in mascara da mona–, ma pur sempre un genio.

Carlo Leoni in un chiacchieratissimo articolo del Figaro ti descrisse come – una persona pingue e robusta, di aspetto maligno e con il cipiglio da cattedrante, benchè nato in una miserabile casuccia—

Un arrogante insomma.

Uno che credeva in se stesso.

Uno che investiva ogni centesimo guadagnato nella costruzione del suo sogno, un perfetto contenitore di anime, stili e idee deliziosamente diversi.

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“Si aggirava nel caffè, discorrendo con tutti, con quella sbilenca postura, sempre protratta in avanti, verso i tavoli, verso la gente. Come se stesse allo stesso tempo per cadere, e per spiccare il volo”.

Ed è proprio così che sembrano da fuori le persone ambiziose, coraggiose e con un sogno da edificare: a volte sembra stiano per cadere, in realtà stanno per volare.

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Il tempo della dieta

Ah quanto sono collegate, la dieta e l’amore!

L’amore, come diceva il buon Mago Merlino, è la forza più grande della terra.

L’amore è una forza strana, non è di gravità perché tutto fa tranne tenerti con i piedi per terra! Ma è di sicuro una forza attrattiva, se si è innamorati spazza via ogni altro pensiero, se si è soli spinge a cercarlo.

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E così la bellezza, l’estetica, stare bene con il proprio corpo sono satelliti che gli ruotano attorno.

Ed ecco che si parla di dieta.

L’amore è una grandissima leva per il cambiamento: che sia per la fine di una storia o per l’inizio di una nuova complicità.

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“Ricomincio da me!”, molto spesso per ricucire i pezzi di un cuore infranto si comincia a curare qualcosa che si vede da fuori, si riparte prendendosi cura di sé, dell’alimentazione, dello stile di vita, con l’obbiettivo di migliorare il proprio aspetto fisico, il più delle volte per dimostrare a quel “bastardo” che cosa si è perso.

O al contrario, se si vuole attirare l’attenzione di quella persona, per passare dall’essere trasparenti ad accecarla con la nostra bellezza, che spesso non ha a che fare con il peso ma con la sicurezza in se stessi. E allora non ci sono scuse che tengano: si trova il tempo per l’attività fisica, si rinuncia facilmente al pezzo di pane, perché il fine ultimo è molto più allettante di quella fetta di torta.

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E poi c’è quel momento, meraviglioso, idilliaco, l’innamoramento iniziale, quando nessun Guru dell’alimentazione ha più credito, quella fase dove ci si ricorda a malapena di mangiare: “si vive d’amore”. Ed è vero, perché il cibo perde di ogni attrattiva, e ci si nutre delle sue foto, dei suoi messaggi, del piacere della sua compagnia. E improvvisamente si perde peso, “senza accorgersene, senza rinunciare a nulla”. Eh, grazie.

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Ma l’amore gioca anche brutti scherzi:

la solitudine, la tristezza, il rammarico per una storia finita. La frustrazione di essere sempre il single della situazione, il tempo passa e le effusioni d’amore sono quelle del cane o del gatto.

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E il cibo diventa qualcosa di soffice su cui accoccolarsi, qualcosa di accogliente, qualcosa che ti attraversa e va a riempire la pancia, e lui ci prova povero a riempire anche quel vuoto, ma è mera illusione. E tu lo sai.

E domani si riparte: nuova dieta, nuovo buon proposito.

Stesso vuoto, stessa mancanza.

Maledetto amore.

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E poi c’è l’amore fisico.. ah, un mondo!!!

Una volta una cara amica mi disse: “Secondo me non fare l’amore fa ingrassare!!!”. Ah, quanto è vero!

Fare l’amore, specialmente all’apice della passione, è considerata attività fisica a tutti gli effetti. In media sono state calcolate ca 200 kcal bruciate ogni 30 minuti di attività sessuale. Valore molto opinabile, ma certamente si brucia.

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Tutti gli ormoni rilasciati poi provocano uno stato di euforia e rilassamento, permettono di affrontare le difficoltà della vita evitando di ricorrere al cibo come palliativo per stress, nervoso, noia e tristezza.

Poi non raccontiamoci frottole, l’estetica ci interessa  maggiormente nel momento in cui ci si spoglia davanti al partner.

Sentirsi bene nell’intimità ha a che fare con le proprie forme:

dai più giovani a chi porta i segni del tempo sul proprio corpo, dai primi incontri alle coppie ormai ben assodate, da chi cerca un figlio a chi vuole riaccendere la passione dopo i figli, da chi ama il sesso occasionale a chi mantiene vivo un rapporto che dura da anni.

Ed è quindi vero che non fare l’amore porta ad ingrassare: nessuno mi deve vedere in intimo, il corpo viene vestito e coperto, si mangia per consolazione o per trovare sfogo alle giornate pesanti.

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E allora, uno dei miei più grandi pilastri è questo: PER DIMAGRIRE BISOGNA ESSERE FELICI.

E l’amore, che lo vogliate ammettere o meno, è uno dei pilastri della felicità.

Se avete la possibilità:  fate l’amore, non fate la dieta!

Se non ce l’avete:  fate la dieta per fare l’amore!

😉

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LE NUOVE “DIETE” SOCIAL : beveroni, pastiglie, barrette proteiche.. FUNZIONANO?

Troppe volte, in qualità di nutrizionista, mi viene chiesto se funzionano, se mantengono quelle promesse da capogiro. E sempre più spesso siamo tormentati da messaggi o post sui social, dove ragazze (con la terza media o se va bene con un semplice diploma) si improvvisano Wellness Coach o Consulenti Nutrizionali, e ti propongono un programma miracoloso, che è sempre NATURALE, sempre SANO ed EQUILIBRATO.

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Domanda n.1: Funzionano?

Sì, all’inizio.

Ma per forza!! Quando paghi magari 300 euro per dieci giorni, è OVVIO che stai attento alle regole, se hai un minimo di sale in zucca ti rode buttare via i soldi.

E così vedi i risultati all’inizio, e sei invogliato a continuare, almeno per un po’.

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Sì, perchè alla base c’è un processo biochimico che si chiama chetogenesi.

Per farla molto semplice: quando tu mangi pesce o pollo, o in questo caso proteine in polvere, beveroni e barrette, il tuo corpo per prima cosa deve ricavarne zucchero. Perché è di zucchero che ha bisogno il corpo, non di proteine. Specie se sei anche una persona sedentaria, e l’unico sport che vedi è quello alla tv. Durante le Olimpiadi. Ogni 4 anni.

Per trasformare le proteine in glucosio il metabolismo brucia molte calorie, in pratica dimagrisci per digerire. Ma allo stesso tempo il corpo produce due scarti pericolosi:

  • L’AZOTO, elemento tossico per l’organismo, che va al fegato e diventa ammoniaca, facendoti puzzare l’alito e il sudore come un vecchietto con il pannolone. L’ammoniaca va ai reni e diventa urea, che viene espulsa attraverso l’urina. Quindi stai affaticando fegato e reni come se fossi un alcolizzato, e se nel frattempo bevi anche poca acqua, l’azoto si accumula dandoti stanchezza, irritabilità, problemi digestivi, problemi cutanei, mal di testa.. ecc.
  • L’altro scarto è dato da molecole che si chiamano ROS: Specie Reattive dell’Ossigeno, ovvero composti che contengono un elettrone spaiato, cioè hanno una gran voglia di combinarsi con qualcos’altro. E lo fanno. E scelgono il tuo DNA. Creando mutazioni, che se ripetute e supportate da tanta tanta tanta sfortuna, generano tumori. Sì, hai capito bene.

Ma non subito, solo dopo un po’. All’inizio di queste diete ti senti energico, pieno di vita. È come se viaggiassi a 90 km all’ora, invece che ai 50 Km/h. Si chiama adrenalina.

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Sì, funzionano anche le pastiglie.  Bruciagrassi. Drenanti, Detossificanti. Depuranti. Attivanti. Anticellulite. O qualunque altra cosa ti abbiano venduto.

Funzionano perché ti fanno bere di più, ed è l’acqua che ha funzionato, non la pastiglia.

Funzionano perché se tu appena alzato, o prima di mangiare, o dopo mangiato, prendi una pillola che ti ricorda che sei a dieta, e ci hai speso pure soldi, stai più attento a non strafogarti di biscotti o pane, ed eviti di andare in cerca del dolce a fine pasto.

Potresti anche mangiarti una caramella alla menta con scritto sopra “ricordati che sei a dieta”. Funzionerebbe uguale.

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Sì, in parte catturano i grassi.

Non li bruciano. L’unica cosa che “brucia” i grassi è l’attività fisica. Intensa, fatta bene, ripetuta, dopo almeno 20 minuti che ti sei avviato, e non è neppure certo, perché magari fosse così semplice!

Li catturano perché gli eccipienti delle pastiglie sono perlopiù composti da fibre, che se ci bevi dietro si gonfiano e danno un senso di sazietà nello stomaco. E poi danno peso alle feci, quindi ti fanno scaricare ed avere la pancia più piatta. E sono come una rete che intrappola qualche grasso che non viene assorbito dall’intestino, e quindi diciamo “passa inosservato”.

Qualche. Tipo un cinquantesimo dei grassi assunti. Non tutto il vassoio di frittelle.

Sì, è come mangiare insalata. Quanto costa l’insalata al chilo?

Sì funzionano, perché ti dicono che vanno presi in relazione ad una dieta equilibrata e ti danno qualche dritta alimentare. Ti dicono che va fatto del movimento. E in questo non c’è niente di sbagliato.

E quindi sì, queste diete funzionano per  quella percentuale di persone che in quel momento storico della loro esistenza avevano deciso di prendere in mano la propria vita, di dedicarsi a se stesse. E avevano solo bisogno di fare presto, di vedere i risultati subito, per convincersi che lo sforzo sarebbe stato ripagato, e il cambiamento avrebbe portato dei benefici che mancavano da tempo.

E poi c’è la questione del personal coach, di potersi appoggiare a qualcuno emotivamente parlando, e magari c’è pure un gruppo facebook o wa di sostegno, e quindi non ci si sente mai soli.

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Domanda n.2: si mantengono i risultati raggiunti?

Sì, a volte.

I pochissimi sì sono di quelle persone che nel frattempo si sono documentate sulle reali fondamenta della nutrizione. Sono quelle persone che grazie alla perdita di peso hanno acquisito fiducia e autostima, e hanno cambiato lavoro, o compagno nella vita, o mollato amicizie pressanti o tirato fuori il coraggio di dire la loro. E allora è sparita la causa del loro mangiare in modo disfunzionale: stanno bene con se stesse. Sicuramente meglio di prima.

La stragrande maggioranza però, recupera il peso, spesso con gli interessi.

Si stancano di dipendere, economicamente e psicologicamente, da qualcosa di esterno. Di conseguenza, se va bene, continuano a mantenere un regime alimentare sano ed equilibrato, ma con gli alimenti di tutti i giorni. E iniziano ad ingrassare. Sì perché il metabolismo nel frattempo è rallentato, ed è pure incazzato perché l’hai fatto lavorare un sacco per niente. Vedersi ingrassare provoca un grande senso di frustrazione, specie dopo aver provato l’ebbrezza di piacersi allo specchio o di comprare una taglia in meno, ed ora pian piano il sogno svanisce. Per non parlare delle persone che ti chiedono come mai, che si erano abituate a vederti più magro, i “te l’avevo detto” e quelli che gongolano per il tuo insuccesso. E tu, per consolazione, mangi. E ingrassi. E mangi. E continui ad ingrassare. E continui a mangiare.

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Perché con il cibo infondo mica hai raggiunto un bel rapporto. Perché prima bastava sostituirlo con una barretta o una bevanda al cioccolato, era facile.

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Perché nessuno si è occupato di chiederti che cosa volevi sul serio attraverso quel dimagrimento. Cosa desideravi dietro quella barretta, quel beverone, quella pastiglia.

Domanda n.3: fanno male?

Sì. Sì. Sì. Triplamente.

Al tuo portafoglio.

Al tuo organismo.

Alla tua autostima.

Credo di non dover spiegare perché.

quanto vuoi dimagrire

E allora è arrivato il momento dei NO..

È una scelta NATURALE?

No. Perché nel mio orto non crescono succhi proteici, e dagli alberi da frutto non cadono pillole magiche.

È una scelta SANA?

No. Sano è quando biologicamente apporta salute e benessere, ovvero previene le malattie. Con queste diete, scientificamente parlando, ci sono tutti i presupposti per provocarle, le malattie.

È una scelta EQUILIBRATA?

No. Equilibrio è avere davanti il sacchetto di biscotti e prenderne 2 se ti va, e rimetterlo nella credenza.

Equilibrio è quando riesco a mantenere (magari chilo più o chilo meno) l’obbiettivo che ho raggiunto, non continuare a fare su e giù, come uno yo-yo.

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Detto questo…

Sicuramente appoggiarsi  a queste “diete” è una scorciatoia, un appiglio, un’ancora.

E cercare fuori una soluzione che deve venire da dentro.

Ma non tutti sono pronti a guardarsi dentro, tirare fuori lo schifo, e da lì ricominciare.

Ci sta, l’abbiamo fatto tutti, io per prima.

Prendiamo una scorciatoia per poi perderci, perdere tempo ed energie, e infangarci e ritornare a casa più stanchi e infreddoliti di prima.

Ma ci sta.

A volte bisogna perdersi per ritrovarsi.

ALICE

 

 

Pubblicato in: CHI SONO, RIFLESSIONI DI VITA

La mia “PROVA (del cuoco)”

Eccomi qui, sul treno di ritorno Roma-Padova.

A rispondere a tutti i messaggi che mi sono arrivati questa settimana,

di complimenti, di incoraggiamento, di supporto e di stupore.

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Primo giorno, tanta tanta emozione!

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E stavo pensando proprio che meraviglia e stupore sono stati fra i sentimenti che ho provato maggiormente.

Meraviglia per come sono stata accolta e trattata da ogni persona della Redazione, meraviglia nel vedere quanta gente lavora dietro ad una produzione televisiva, meraviglia nel vivermi una settimana completamente diversa, lontana dalle responsabilità lavorative, godendomi con curiosità ogni istante negli studi e i momenti liberi a riempirmi gli occhi di Roma, che non smette mai di meravigliare.

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Roma

 

Mi sono stupita sia in modo positivo che in modo negativo.

Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalle mie capacità culinarie, nelle quali, sono sincera, non facevo molto affidamento!

Uno stupore, misto invece a molta pressione, l’ho provato nel rendermi conto che non è per niente una passeggiata: avevo fatto male i miei conti!!

Immaginavo che sotto ci fosse una preparazione pre-gara, che si sapessero in anticipo gli ingredienti, che il cuoco facesse praticamente tutto da solo..

E invece si scopre il contenuto della cesta proprio lì, in diretta, si decide in 10 minuti cosa fare e il cuoco, spesso più agitato di te, ti affida completamente la preparazione di un piatto, dalle dosi all’esecuzione alla cottura. E il tempo vola!!!

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con Cesare Marretti, Giampiero Fava e Gilda

Se poi si aggiunge Antonella che ti fa le domande, che sei davanti a tante telecamere e che tutta Italia non solo ascolta quello che dici, ma soprattutto ti giudica per quello che riuscirai a preparare, beh mi stupisco ancora di come ho tenuto saldi i miei poveri nervi!

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.. in camerino prima della diretta!

A ripensarci ora ci vuole una bella dose di coraggio!

Ma io sono così: un po’ naïve a volte, non faccio bene i calcoli prima di lanciarmi nelle cose. Mi faccio prendere dall’entusiasmo.

E così mi sorge spontanea una riflessione: forse nella vita ci vuole una dose di ingenuità, un pizzico di follia, una certa irresponsabilità.

Perchè se uno si mette realmente a pensare a tutto, e lo dico proprio con il senno di poi, a certe esperienze proprio ci rinuncia a priori. Ma quante esperienze meravigliose ci stiamo perdendo in questa vita? Siamo sicuri che sia questo  Vivere?

Io non lo so. Mi sono chiesta cos’ho.

“Un uccello posato su un ramo non ha paura che il ramo si spezzi, perché la sua fiducia non è riposta nel ramo, ma nelle sue ali”.

Ecco cosa bisogna avere: fiducia nelle proprie ali.

Sempre.

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Pubblicato in: RIFLESSIONI DI VITA

Il richiamo dell’alba

A volte si ha proprio bisogno di vedere l’alba.

Un po’ come se dovessi vederla per crederci ancora.

Sì va bene, dopo ogni notte per quanto lunga possa sembrare, il sole risorge sempre.

Ma ci sono albe che tardano davvero. Albe che temiamo, che non vogliamo vedere, che vediamo ma non guardiamo.

E poi c’è quell’alba che ti chiama, che ti sussurra all’anima e semina in te la necessità di alzarti così presto quando potresti dormire, che magari sei in vacanza.. come se fosse una promessa che vuoi vedere se verrà mantenuta.

Perchè ci sono promesse non mantenute che ti fanno dubitare perfino dell’alba.

I tramonti sono più facili da vedere, l’ora, il romanticismo.. per quanto brutto possa essere stato un giorno, il tramonto lo veste di un abbraccio caldo che fa rallentare il battito cardiaco.

L’alba no. Non è la conclusione di un appuntamento, è l’inizio.

L’alba è carica di promesse, di aspettative.

L’alba è una sfida, è rilancio, è occasione.

É come avere a disposizione un foglio bianco, ma non avere il coraggio di cominciare a dipingere: ecco, l’alba è il primo tocco di colore, quello che rompe il ghiaccio, quello che ti invoglia ad andare avanti tu.

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alcune delle 30 albe che ho visto lungo il cammino di Santiago
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Un’alba lungo le Mesetas, Spagna

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Un’alba che mi cambiò la vita, a Palma di Mallorca nell’agosto 2016, dove scrissi questo pezzo e pensai che la mia vita aveva bisogno di ripartire da qui, da un giorno nuovo, da progetti nuovi, da speranze nuove. Indimenticabile. 
Pubblicato in: NUTRIZIONE

Cosa pensi del biologico?

Come biologa, e ancor più come nutrizionista,  spesso mi viene rivolta questa domanda. Cosa ne penso io è un discorso lungo, magari ve lo scrivo un’altra volta.

Intanto urge chiarezza su cos’è l’agricoltura biologica. E l’allevamento biologico.

In agricoltura biologica non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi e pesticidi). Alla difesa delle colture si provvede innanzitutto in via preventiva , selezionando specie rustiche e resistenti alla malattia, e intervenendo con tecniche di coltivazione appropriate: la rotazione delle colture, la piantumazione di siepi ed alberi (che danno ospitalità a predatori naturali dei parassiti), la consociazione (coltivando in parallelo piante sgradite l’una ai parassiti dell’altra). I fertilizzanti sono naturali, il buon letame scartato dagli allevamenti diviene fonte di sostanze nutrienti per il terreno, insieme ad altre sostanze organiche compostate o sostanze naturali vegetali, animali o minerali. Il fine ultimo del biologico è quindi la salvaguardia dell’ambiente, dell’ecosistema. Non la bontà del prodotto finale o la salute del consumatore. Sapevatelo.

Nell’allevamento biologico invece la primaria importanza è garantire all’animale una vita dignitosa. Prendiamo le galline per fare un’esempio. Nell’ Unione Europea lo spazio a disposizione di una gallina ovaiola è di ca 450 cm quadrati. In un foglio da fotocopie ce ne sono 620. Pertanto nello spazio di un foglio protocollo, con la benedizione europea, passano l’intera vita tre galline. Con l’avvento del biologico sono state stillate varie leggi, fra cui: uno spazio maggiore, il divieto di tagliare il becco, bruciare i tendini delle ali, mettere un paraocchi per non distrarre dall’unica cosa che devono fare, mangiare; è vietato l’uso di sostanze che favoriscano l’appetito o la crescita oltre la naturale concezione. è vietata l’alimentazione contro volontà (un cinque ai francesi e al loro foie gras) e i mangimi devono provenire da agricoltura biologica, di cui sopra. La tutela della salute degli animali si basa sulla prevenzione, su condizioni di allevamento che garantiscono un’elevata resistenza alle malattie e con un’alimentazione equilibrata secondo i fabbisogni.

galline

Eventuali parassiti che possono sfuggire al controllo diciamo “naturale” durante la produzione (dal momento che alcune sostanze sintetiche erano nate per abbatterli, anche se poi sono state abusate) sono rimandati al tuo sistema immunitario. E spero che tu stia facendo una vita altrettanto dignitosa, con lo spazio giusto per te, con le giuste ore di sonno, senza sostanze farmaceutiche che alterino i tuoi naturali meccanismi fisiologici, mangiando bene e secondo i tuoi reali fabbisogni, così da stimolare le tue difese naturali.

Ma ci si può fidare? Ni. L’agricoltura e l’allevamento biologico, a differenza di quelli convenzionali, non si basano su dichiarazioni dell’azienda ma su un Sistema di Controllo Uniforme stabilito da appositi regolamenti. La legge prevede che l’organismo di controllo sia indipendente e non schierato “dalla parte dei produttori”. Secondo voi, c’era bisogno di scriverlo? é come quando nei bagni delle donne scrivono “non gettare gli assorbenti nel wc” e ti chiedi perché, e la risposta è che ignoranza e delinquenza sono parte di questo mondo. Quindi sì, fidatevi di chi potete guardare negli occhi, o di aziende con un grande nome (perché non potrebbero mettere a rischio un impero se venissero scoperti), meno di chi si improvvisa “biologico” o sottomarche dalla dubbia provenienza. E amen, non lo saprai mai con certezza.

Fidati di una mela ammaccata.

mele super bio

Pubblicato in: ESERCIZIO FISICO

Cassa di risonanza

Io ancora non lo so.. se è nato prima l’uovo o la gallina.

E ancora non so se amo lo sport per come mi fa sentire e quindi sono istruttrice, o se amo come mi fa sentire essere un’istruttrice e quindi faccio sport!

La verità è che lo sport per me è molto di più di esercizio fisico, è più di bruciare calorie o tonificare i muscoli.

Per me lo sport è condivisione, quando si è in gruppo e ci si strappa una risata a vicenda, e una tira l’altra, e in compagnia è più facile partire. Lo sport è solitudine, quando vado a correre da sola, e diventa un momento per me, per essere semplicemente me, senza dover dimostrare niente a nessuno. Lo sport è sfogo quando la giornata è stata pesante, e ti verrebbe da prendere a pugni la vita. Lo sport è amore verso il proprio corpo, è sentirsi agile, potente, è poter contare sulle proprie gambe. è resistenza, è  andare oltre a dei limiti fisici e mentali, è rompere barriere, convinzioni..

.. perchè solo chi osa spingersi un po’ più in là scopre quanto può andare lontano.

E io ci credo davvero: quando inizialmente pensavi di non farcela, quando prima di andare in palestra ti chiedi – ma chi me l’ha fatto fare -, quando le gambe già tremano a salire le scale dell’entrata e la testa si rifiuta di collaborare, non so cos’è, la musica o il gruppo, le frasi motivazionali del personal trainer o il sudore che esce e si porta via con sè lo stress, la verità è che ogni volta finita la lezione ti sorprendi ad essere ancora viva, in piedi e più forte di prima.

Lo sport diventa potenza nuova, che senti fluire nelle vene, tornare al cuore e farlo battere più intensamente di prima.

E il mio pensiero ricorrente è che se sono riuscita a fare questo, a non dare retta al mio corpo che diceva -stasera ti serve una flebo- , ma al contrario, a tirare fuori nuova vitalità dalle mie stanche membra, allora posso farlo in tutti gli altri ambiti della mia vita. Quando credo che una cosa sia troppo difficile per me; quando penso di non essere abbastanza coraggiosa, quando preferisco crogiolarmi nella mia zona di comfort, perché mi spaventa troppo la possibilità di fallire.

E come istruttrice sono io che accendo la luce, sono io che faccio partire la musica, sono io che do il ritmo e spingo le persone a chiedersi di più, portando al limite il muscolo ad ogni esercizio.. sono io che come il maestro di un’orchestra do voce ad ogni strumento, creando una melodia unica, che è pura energia.

Energia nei sorrisi, nei cuori, nelle menti, nelle anime, nell’aria.. e penetra dentro di te attraverso i tuoi pori dilatati. E ti ricarica.

Non so se voi sappiate come si sente un maestro d’orchestra.

Io sì.

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logo Noventa Fitness

 

Io sono istruttrice di Aerobica/Step/Gag (gambe-addominali-glutei) e di Spinning (Indoor cycling) tutti i Lunedì e Mercoledì dalle 18.30 alle 20:30, presso il centro Noventa Fitness, a Noventa Vicentina, via Roma 96.

 

 

In primavera ed estate, faccio alcune sedute di personal training con i miei pazienti, in gruppo o individuali, con camminate- corsi nella zona colli e alcuni esercizi di tonificazione e resistenza studiati in base alla persona e al suo obbiettivo.

Ho realizzato inoltre dei video tutorial di esercizi da fare a casa, su un tappettino, della durata di 15 min ciascuno. Per maggiori info chiedi pure! Tel/wa: 3471213408.

Pubblicato in: EVENTI E CORSI

.. E TU COSA SENTI?

.. E TU, COSA SENTI?

Un viaggio che parte dal corpo

 e attraverso il cibo

arriva all’anima.

 

Percorso di 3 incontri, 3 serate per riscoprire il piacere del cibo, attraverso un viaggio che coinvolge i 5 sensi, il corpo e la sua armonia, la mente e il conflitto con la propria anima..

1 incontro per entrare in contatto con il nostro corpo, che spesso viene vestito e svestito, ma non percepito; viene nascosto o mostrato, ma non ascoltato; viene sfruttato o abbandonato, ma poco coccolato.

1 incontro per scoprire un modo nuovo di mangiare, un percorso entusiasmante che ti farà capire quali emozioni si possono nascondere dietro ad un alimento, o quali altri bisogni appaghiamo mentre mangiamo.

1 incontro a tavola, per mettere in pratica quello che si è sperimentato nelle serate precedenti, per scambiare impressioni e riflessioni, nutrendo anima e corpo.

Se anche tu vuoi immergerti in un’atmosfera di ascolto e accoglienza, verso se stessi, il corpo, i bisogni, le emozioni, legati alla nutrizione e all’aspetto esteriore, che spesso sono comandate solo dalla mente; se a volte ti sembra di non avere un controllo sereno sulla tua alimentazione, che mangi di fretta, senza scegliere realmente tu, senza regolare le porzioni .. se sei stanco di cercare fuori la soluzione per un rapporto equilibrato con il cibo e l’aspetto fisico, vieni a questo  corso: imparerai che la soluzione è dentro di te, imparerai a trovarla e soprattutto imparerai che le cose che vengono da fuori cambiano, quelle che vengono da dentro sono vere e inscalfibili.

Perchè ho sempre fame_

A chi si rivolge? A chi a volte ha la sensazione di non avere il controllo sull’alimentazione, di mangiare di fretta, senza scegliere realmente cosa, restando inappagato e perennemente insoddisfatto. A chi addirittura si dimentica di mangiare in alcuni momenti, per poi abbuffarsi in altri, trascinando con sé un gran senso di frustrazione. A chi è perennemente a dieta, con periodi di rigido controllo e altri di recupero del peso.

Perché? È  esperienza comune accorgersi di quanto siamo distratti mentre mangiamo. Si scelgono gli stessi alimenti, si pensa ad altro, con scarsa attenzione verso i reali bisogni del corpo e verso il cibo che stiamo ingerendo. Questo favorisce l’assunzione di quantità maggiori di cibo, lasciando spesso un senso di insoddisfazione. Qualcosa cambia quando una persona sperimenta una più attenta percezione di se’, del corpo e del cibo attraverso l’aiuto di una guida.

Che cosa? In questo percorso di 3 serate affronteremo in gruppo temi ed esercizi pratici che cambieranno per sempre il tuo modo di approcciarti al cibo, mentalmente e fisicamente.

Chi? Dr.ssa Veronica Bernardi, Biologa Nutrizionista, Nutritional Coach e Istruttrice Fitness; 

Quando? Martedì  13, 20 e 27 Marzo alle ore 20:00: ogni incontro avrà una durata di circa 2 ore e mezza. Qualora vi fosse richiesta il corso sarà riproposto per altre date.

Come? Si consiglia abbigliamento comodo, informale, e tappetino da pilates per la prima serata.

Dove? Gli incontri si terranno alla Trattoria da Ezio, Via Roma, 13, 35037 Teolo PD.

 yoga

PRIMO INCONTRO: cosa senti attraverso il tuo corpo?  CORPO ED EMOZIONI

Cosa comunica il corpo? Qual è il collegamento tra corpo-mente-cibo? Qual è il ruolo del corpo nella disponibilità al cambiamento? Dopo un primo approccio teorico, svolgeremo esercizi pratici per allenare il dialogo con il proprio corpo attraverso un consapevole ascolto propriocettivo. Rimarrete stupiti nel riconoscere il ruolo del corpo nel consolidamento di comportamenti alimentari disfunzionali e il suo valore nei processi di educazione alimentare.

SECONDO INCONTRO: cosa senti attraverso il cibo? CIBO ED EMOZIONI

Sei consapevole di cosa mangi mentre mangi? Quali emozioni ti regala il cibo? Quando le regole alimentano tensioni? Fame, sazietà, soddisfazione: li sai riconoscere? Dopo un primo approccio teorico, attraverso esercizi pratici impareremo a gestire l’emotività legata all’assunzione di cibo, a nutrire non solo la pancia ma anche l’anima, a divenire consapevoli ad ogni morso attraverso tutti i sensi. A capire di cosa ci nutriamo quando mangiamo, e a riconoscere di che cosa abbiamo realmente bisogno. Ci basterà così mangiare di meno, perché ne saremo appagati prima. Rivaluteremo il significato di dieta e i problemi legati a gonfiore, disturbi intestinali, intolleranze.

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TERZO INCONTRO: CENA DI GRUPPO

Passeremo una serata al ristorante presso “Trattoria da Ezio” (prezzo della cena compreso nella quota del percorso) mettendo in pratica tutti i consigli e i principi appresi durante le serate precedenti, assistiti da Veronica. In compagnia di ottimo cibo, nutrendo anima e corpo. A seguire spunti di crescita personale, per una serata degna di chiudere in bellezza un percorso indimenticabile!

Per maggiori INFO e PRENOTAZIONE contatta il Numero 347-1213408 (Veronica).

Costo percorso completo 150,00 € a persona che comprende:

  • 3 serate teorico.pratiche
  • 1 cena finale presso la Trattoria
  • 1 seduta di Nutritional Coaching individuale, di ca 1 ora (del valore di 100,00 euro) —-> SOLO PER QUESTA PRIMA EDIZIONE!!!

(La consulenza  di Nutritional Coaching prevede un approfondimento individuale sul rapporto con il cibo e il proprio corpo, valutando se vi siano abitudini alimentari e mentali scorrette, con dei consigli alimentari specifici e un obbiettivo ben costruito insieme alla Dottoressa per ritrovare la serenità e il benessere).

Aperto a chiunque voglia migliorare il proprio rapporto con l’alimentazione. Posti limitati (max 15 per ogni edizione).

mangiare consapevolmente