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RIPARTI DA TE!

FINALMENTE IL CORPO CHE SOGNI, PER SEMPRE!

Se ogni volta che ti guardi allo specchio, poni l’attenzione solo sul viso, perchè dal collo in giù non riesci più a guardarti…

Se odi fare le foto, e quando ne vedi una dove ci sei noti solo i tuoi difetti, e la differenza con gli altri…

Se ogni volta che ti devi vestire è una tragedia, passi ore a provarti tutto l’armadio, per poi mettere sempre le solite cose, nere..

Se ti senti pesante, fisicamente e mentalmente, fai fatica nei movimenti, ti viene il fiatone per pochi gradini, e vivi il tuo corpo come un ingombro, dal fare ciò che vuoi, dall’essere chi sei..

Se infondo tutti ti dicono che non stai così male, che ne hai fatto una mania, ma loro non lo vedono che stai male dentro, che non ti piaci, che non ti senti mai abbastanza e la tua autostima è sotto i piedi..

Se ti riconosci in una delle frasi precedenti, allora sei anche una persona che probabilmente CI HA PROVATO UN MILIONE DI VOLTE, ti sei messo a dieta, ma dopo un po’ hai mollato e magari perso il risultato tanto sudato.

SE sei arrivato fin qui è perchè ancora stai cercando una SOLUZIONE..

E io sono qui proprio per questo!

“Sì immagino”, penserai, “questa l’ho già sentita!”

E invece NO, è impossibile, perchè il mio metodo, VOLERSI BENE, è qualcosa di rivoluzionario: non è l’ennesima dieta ipocalorica, restrittiva e uguale per tutti, che ti promette i miracoli.

Questo è un VIAGGIO meraviglioso PER DIVENTARE LA PERSONA CHE VUOI ESSERE, dentro e fuori.

Io ti insegno quello che ti serve avere nello zaino in questo cammino, ti aiuto a muovere i primi passi, e ti indico la via.. per raggiungere la meta: Piacerti fuori e Amarti dentro.

Ora tocca a te: RIPARTI DA TE!

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… COSA HAI FATTO FINORA..

Generalmente chi non si piace e vuole migliorare il suo fisico decide di fare una nuova dieta, di fare dei cambiamenti nelle abitudini, sperando di vedere dei risultati estetici quanto prima… con l’obbiettivo di tornare ad avere autostima, di piacersi allo specchio e piacere agli altri, e infine stare bene con se stessa/o.

Probabilmente questa è la strada che hai seguito anche tu, o pensi sia l’unica. E sei stai leggendo immagino che non abbia funzionato, o se l’ha fatto, è probabile tu non sia riuscito a mantenere il risultato nel tempo.

Un grande, Albert Einstein, diceva:

“È da pazzi pensare che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose!” 

Quindi c’è bisogno di fare qualcosa di diverso per ottenere qualcosa di nuovo… ecco perchè io parlo di inversione del paradigma! Dimagrire, cambiare il tuo fisico, per poi stare bene con se stessi è ciò che hai fatto fin’ora.

Io ti propongo qualcosa di completamente diverso: prima stai bene con te stesso, poi dimagrisci e migliori il tuo aspetto fisico. Ma soprattutto lo mantieni perchè sarà una conseguenza logica e non forzata!

.. COSA FARAI D’ORA IN POI..

RIPARTI DA TE è un evento dal vivo di 3 giorni che ti insegnerà ad amarti e a decidere davvero per te stesso e soprattutto ti porterà ad ottenere finalmente l’autostima che ti fa vivere la tua vita al massimo.

È un PERCORSO UNICO NEL SUO GENERE, perchè non parla di diete, di cibo e di rinunce, ma affronta LE TRE AREE FONDAMENTALI per raggiungere non solo l’aspetto fisico che desideri, ma anche un rapporto sano con il cibo e un’equilibrio psicologico per essere sempre sicuro di te.

Questo perchè io,  Veronica Bernardi, trainer e ideatrice di questo corso, sono contemporaneamente preparata in tutti i campi, in quanto Biologa Nutrizionista, Istruttrice Fitness e Life Coach. Quindi non dovrai rivolgerti a 3 figure professionali diverse, spendendo soldi ed energia, e spesso aggiungendo tanta confusione se le tre persone non sono sintonizzate.

.. COSA SUCCEDERÁ DURANTE “RIPARTI DA TE”

RIPARTI DA TE è un corso in aula, dal venerdì pomeriggio alla Domenica pomeriggio, dove si farà un po’ di teoria, molti esercizi pratici, e si vivranno esperienze concrete di cambiamento interiore.

  • imparerai i passi giusti e pratici per dimagrire o modellare il tuo corpo in modo sano ed equilibrato ma soprattutto duraturo nel tempo, basato su un metodo scientifico e SENZA L’USO DI DIETE PARTICOLARI, polverine magiche o barrette che costano quanto una cena di pesce.
  • Conoscerai i meccanismi bio-fisiologici e psicologici che stanno dietro alle diete, che ti hanno fatto fallire o rinunciare prima di iniziare.
  • Imparerai a riconoscere lo schema mentale che ti blocca nel raggiungere il risultato che vuoi, e scardinerai le tue convinzioni limitanti, così da liberare finalmente il tuo potenziale.
  • Oltre all’aspetto nutrizionale, andremo a lavorare sulla parte psicologica, ad un livello più profondo, con un supporto costante sia emotivo sia motivazionale.
  • Imparerai a creare un piano alimentare adatto a te, diventando il “Nutrizionista di te stesso”, non dovendo più seguire delle regole imposte da altri, e allo stesso tempo senza il rischio di fare degli erroracci che ti si riverseranno contro!
  • Imparerai a gestire il rapporto con il cibo senza doverlo più dividere tra amico e nemico, sarai in grado di controllare il bisogno di abbuffarti, il rapporto con il tuo corpo, senza odiarlo per alcuni difetti ma amandone ciò che lo rende unico, e le emozioni con gli altri, imparando a trasformare un giudizio pesante in un consiglio costruttivo!
  • Avrai modo di confrontarti con persone simili a te, e le storie di altre persone ti saranno di grande aiuto. Si creeranno nuove amicizie , una rete di persone che hanno come obbiettivo quello di imparare a Volersi Bene, che sono prive di giudizio e piene di amore, che ti sosterranno, ti capiranno, e diventeranno la tua società , che altro non ti vorrà se non felice.
  • Dopo questi 3 giorni di corso sentirai di aver acquisito una sicurezza in te stesso non solo legata all’estetica, ma soprattutto legata a quella forza interna che nessuno ti potrà più portare via.

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PER CONCLUDERE.. 

Una serie di regole alimentari non serve a nulla se come principio base non segui la regola di stare bene con te stessa/o e soprattutto di Volerti Bene: questa è la droga più potente che abbiamo per vivere al meglio, e dipende tutto da te! Riparti da te, nel migliorarti fuori ma anche dentro. Impegnati per riempire ogni giorno di vita, e non la vita di giorni, vuoti, tutti uguali, con l’umore nero.

Altrimenti si rischia di vivere sempre arrabbiati e scontrosi, con noi stessi e con gli altri, allontanando le persone attorno a noi. La vita è solo una, è un’opportunità unica e favolosa per vivere alla grande, provare emozioni, dare e ricevere amore, realizzare qualcosa di unico, lasciare il segno, anche solamente nelle persone che incontriamo.

Parafrasando Mark Twain:

“Nella vita si nasce due volte: la prima quando si viene al mondo, la seconda quando ti rendi conto che non stai vivendo la tua vita al meglio”.

Quindi basta, questa è la tua vita: non sprecarne un giorno in più. Alzati, fai il primo passo: il traguardo è Volersi Bene.

RDT sguardo e manina

Se pensi…

  • Se pensi: non è il momento, vai oltre alla tua paura, se aspetti il momento giusto non cambierai mai! Se non ora, quando?

 

  • Se pensi andrà come le altre volte, ricordati che questo è un percorso totalmente diverso da quello che hai fatto fin’ora, e che per ottenere qualcosa che non hai ancora ottenuto devi fare qualcosa che non hai ancora fatto! Sono certa che questo evento ti cambierà la vita.

 

  • Se pensi non ho tempo, allora ti stai lasciando sfuggire la vita di mano. Ricordati che a decidere sei tu! E il tempo in questo momento lo stai sprecando vivendolo in modo infelice.. questa è la tua vita, cosa stai aspettando?

 

  • Se pensi non ho soldi, costa troppo, devo lasciare i figli per 2 giorni, devo chiedere ferie al lavoro..esprimi il tuo perchè: chi vuole davvero raggiungere un obbiettivo trova un modo, gli altri, una scusa.

 

Questo è un investimento per la tua vita intera, ti tornerà per sempre, stai investendo sulla cosa più importante della tua vita: te stesso! In un unico percorso trovi tutto, e arriverai ad aiutare te stesso e gli altri! Ascolta le voci che hai nella tua testa, decidi a che voce dare ascolto.

Chiediti se la scelta che stai facendo oggi ti avvicina

alla persona che vuoi essere domani.

RDT abbraccio e manina

Avere un obbiettivo fa paura, perchè ci fa pensare al futuro, e guardare al futuro fa guardare al passato, e questo implica provare a cambiarlo, o almeno accettarlo. Se rimani bloccato nel passato non andrai avanti.

Ma fa ancora più paura pensare di sprecare la vita senza viverla al massimo, e arrivare un giorno ad avere rimorsi e rimpianti! Sogna in grande perchè troverai in te risorse che non immaginavi di avere!

 

PER TUTTE LE INFO, I PREZZI, LUOGO, DATE => clicca qui RIPARTI DA TE!

Pubblicato in: RIFLESSIONI DI VITA

INVOLUTA

A 13 anni la mia prof di italiano ha criticato il mio modo di scrivere.

Hai una sintassi troppo involuta!”.

Ricordo di averla guardata stupita e un po’ incredula perchè io ero la secchiona della classe, quella amata da tutti i prof, nessuno mi aveva mai dato un commento negativo.

Involuta.

Ci pensai un po’ su.. mentre lei parlava io smisi di sentire, come se quella parola avesse reso tutti i suoni attorno a me come sottovuoto, come si sentono le voci quando hai le orecchie sotto acqua.

Involuta.

Una volta a casa cercai la spiegazione del termine nel dizionario: pressapoco significava “troppo complessa, troppo contorta”.

Mentre leggevo quelle paroline scritte in piccolo, che così in piccolo solo nel dizionario è ammesso scrivere, mi riaffiorava alla mente il discorso della Prof.

“Ti si stanca a leggere, inizi troppe frasi, perdi il filo del discorso, devi andare a cercare il soggetto del verbo 5 righe sopra!”

Forse fu proprio quello il momento in cui interiorizzai, forse in modo esagerato, che quello che era complesso, contorto e stancante ero IO.

Involuta.

In-voluta.

Ma la mia sintassi era tutt’altro che involuta!!! La volevo eccome, la volevo così com’era, perchè quella ero io, perchè era così che si formulavano i pensieri nella mia testa.

E se non andavano bene come erano scritti, non avrei saputo come altro scriverli! Quindi se la mia sintassi era involuta, forse lo ero anch’io.

E iniziai a chiedermi cosa avrei potuto fare..

Lo chiesi alla Prof, che mi rispose con aria super soddisfatta: “Soggetto-verbo-complemento. Frasi più brevi, metti molti più punti, concetti concisi, chiari, ordine e pulizia!”

E così ci ho provato. Da quel giorno ho costretto la mia mente a formulare pensieri più lineari, più leggeri, più semplici. E ho smesso di scrivere, se non a comando, dove ne uscivano temi che piacevano più alla Prof che a me. Dove scrivevo un decimo di quello che pensavo, e per loro era abbastanza. Per me no.

di spalle a capri

E così con il passare degli anni mi sono accontentata di mostrare solo una piccola parte di me, per paura di essere troppo e risultare pesante.

Ma pian piano la mia mente invece cresceva e si riempiva di cose, di idee, di sogni, di parole per descrivere emozioni, riflessioni, ragionamenti. Mi sono ritrovata persa nei miei pensieri più volte, per così dire “in mia compagnia”, estraniandomi da quello che succedeva fuori.

Sono cambiate molte cose da quando avevo 13 anni.. tuttavia in questi anni con pochissime persone mi sono davvero aperta, altrimenti mi sono accontentata di stare zitta per la maggior parte del tempo e annuire.

Poi ho iniziato ad incontrare persone entusiaste della vita, che mi sembravano abbastanza pronte ad affrontare l’impeto Veronica, il fiume in piena di parole che morivo dalla voglia di far uscire.. e loro sembravano non stancarsi mai, erano sempre pronte ad ascoltarmi.

In un giorno di Luglio 2016 ho confessato ad una persona speciale la mia paura di restare da sola per sempre. Perchè avevo paura di essere troppo, mi sentivo un uragano ma di quelli che distrugge, che nessuno vuole.

Mi sentivo come una valigia pesante.

E questa persona davvero speciale mi rispose così:

“Tu quando vai in vacanza e hai voglia di portarti via tante cose, sei ben disposta a portare una valigia pesante. Chi vuole molte cose , non ha paura di sopportarne il peso, ma anzi: adora ogni cosa dentro a quella valigia, e il suo peso non è un difetto, ma al contrario un pregio!”

E allora capii, e interiorizzai, ma per fortuna più a fondo stavolta: mi ero lasciata giudicare da qualcuno di esterno, che aveva solo espresso un giudizio sulla mia scrittura, non su di me.. che si era fermato magari all’esterno, senza andare oltre e chiedersi da dove venisse quella sintassi complessa… e che forse non aveva compreso realmente chi ero.

Ho trasformato un giudizio, che era ed è stato estremamente costruttivo, in una critica alla mia persona, e mi sono auto-imposta un’etichetta pesantissima, che ha pesato molto più di quanto mi sia resa conto negli anni.

E mi ero confrontata con le persone sbagliate, con le quali io mi sentivo diversa.

Ma chi ci aveva perso ero io, io soltanto.

Quindi fai attenzione alle parole delle persone, ma soprattutto fai attenzione al significato che tu attribuisci a quelle parole!!!

Non devi mai lasciarti giudicare dagli altri, dalle loro parole, dai loro sguardi.. perchè sono giudicanti certo, ma secondo il loro modo di vivere, di vedere le cose, che non è nè giusto nè sbagliato, ma è diverso dal tuo. E va bene così.

Non sei tu sbagliato, ma sei tu che stai sbagliando se ti confronti a chi non ti può capire.

Circondati di persone che ti accettano come sei,

che ti amano per come sei,

che non sei troppo per loro …

.. ma anzi, che di te non ne hanno mai abbastanza!!!

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CARA VERONICA

Cara Veronica,

che dici, facciamo un po’ di resoconto?

Quota 28.

Ventotto, suona proprio bene. Sei ancora con quel 2 davanti che ti fa sentire giovane, ma giovane nella fase giusta, quella in cui hai uno stipendio e non devi stare alle regole dei tuoi. Ma non sono ancora 29, che diventa un countdown per i 30, che se comunque per molti sono un’età super giovane, noi donne lo sentiamo proprio il gradino dei 30, inutile nasconderlo.

È anche un’età in cui le persone cominciano a darti credito, a fidarsi. Se la stessa identica cosa la dici a 25-26 anni ti guardano storto. Adesso sembra che hai un po’ più di esperienza. Che per carità, in parte è vero, ma in parte certe cose se le hai imparate a 25 anni, a 28 sei solo diventato più bravo a ripeterle. Allo stesso tempo è un’età in cui se hai un progetto super ambizioso ti senti piuttosto tranquillo perchè “hai tutta la vita davanti”, e se fai qualcosa di grande, la gente pensa “cavoli è comunque giovanissima”.

Una bella età insomma, direi che potremo fermarci qui, blocchiamo i compleanni!!!

Cara Veronica, posso dirti una cosa?

SONO STRA FIERA DI TE.

A 20 anni ti immaginavi a 28 con tutta un’altra situazione. Probabilmente sposata, probabilmente con un figlio in cantiere. A 23 ti è crollata la terra sotto ai piedi, o meglio ancora, ti sei lanciata da un treno in corsa che aveva una direzione che ti stava stretta. E per i successi 2 anni e mezzo hai raccolto i cocci, hai sostituito i pezzi, hai cambiato colore, dentro e fuori. Hai cercato la tua identità con quella fame di vivere che ti ha sempre rappresentato, ma allo stesso tempo per trovare i tuoi nuovi confini hai dovuto talvolta superarli, andando oltre alla barriera del suono, proprio per il bisogno di – sentirti- di nuovo.

E ha fatto male.

E ti sei PERSA, eccome se ti sei persa.

“Bisogna perdersi per ritrovarsi”

Sei stata un’altalena, tra picchi di gioia e picchi di tristezza, hai toccato il fondo e poco dopo il cielo con un dito. Una lavatrice di emozioni. Dentro, avevi il caos di una casa appena derubata.

Ma non ti sei data per vinta, e se l’hai fatto, è durato per qualche giorno. Poi, come ti ha insegnato la tua famiglia, ci si rimbocca le maniche e si parte da qualcosa.

E tu hai proprio deciso di PARTIRE.

A 26 anni avevi bisogno di camminare da sola, con le tue gambe, senza appoggiarti a nessuno. Potendo contare solo tu stessa, e quindi su quel casino che eri. Avevi bisogno di ritrovare l’amore e la fiducia per il tuo corpo. Di provare esperienze nuove, che ti facessero uscire dalla tua zona di confort. Sì, perchè anche se te l’eri costruita tu quella nuova vita, comunque avevi la netta sensazione di soffocare. Come se ancora una volta stessi recitando una parte, più preoccupata a piacere agli altri che a te stessa. Avevi bisogno di imparare a mettere poche cose nello zaino, a rinunciare a quelle cose che ti facevano sentire aggrappata ad una sicurezza effimera, a scoprire e realizzare cosa c’era di veramente ESSENZIALE, cosa di te era vitale.

Dopo il Cammino di Santiago sei tornata alienata.

ALIENATA è proprio la parola giusta. Ti sentivi un alieno in casa tua. Un alieno nella tua famiglia, tra gli amici, al lavoro, nei tuoi stessi vecchi vestiti. In quel primo periodo hai solo voglia di urlare e credi di star vivendo un brutto sogno, preghi di risvegliarti e trovarti di nuovo in mezzo ai campi di grano a respirare gratitudine. E poi impari ad adattarti. A stare ad alcune convenzioni sociali, per comodità, a non dire cosa pensi sul serio, per praticità. Ma intanto ti crei un angolo “santiago”, fuori e dentro di te, dove torni di tanto in tanto a ricordarti CHI SEI per davvero.

Da lì la tua mente esplose. Le idee nascevano come le fotografie nelle camere oscure: di notte le pensavi, di giorno prendevano forma. In un anno hai fatto cose che ogni essere umano impiegherebbe almeno 3 anni. Ti sei nutrita di corsi di crescita personale e professionale, ti sei messa in gioco in tutto e per tutto. Sei andata avanti a pane ed esperienze, vivendo il lavoro come missione per far star bene le persone, assaporando ogni storia, godendo di ogni sorriso. Hai iniziato a fare un lavoro diverso, e la gente se ne è accorta. Ha iniziato a dire che veniva da te perchè aveva sentito dire che tu eri “altro”. Altro da quello che c’era in giro, e forse una definizione ancora non l’hai trovata.

ALTRO mi piace moltissimo.

A 27 anni un nuovo crollo. Chi sono, cosa voglio, dove voglio arrivare. Grandi domande che non trovavano più quella risposta frizzante che ti eri abituata a dare. Perchè hai conosciuto il tuo demone, il più grande, quello che c’era, e c’è sempre stato, e che se ne stava pronto in attesa di attaccare, quando ti avrebbe visto finalmente un po’ più serena. Perchè tanto prima c’era così tanta confusione, che non sarebbe stato neanche bello alzare un po’ di polvere!

Ti sei sentita infinitamente SOLA.

E non sapevi che fartene di tutta quella soddisfazione lavorativa, se non avevi una persona speciale con cui condividere la tua gioia. E, maledetta te che ascolti gli altri in queste cose, ti sei iniziata a convincere che tutta quella solitudine arrivava dal troppo lavoro. Dalla frenesia di migliorarti sempre, dalla tua insaziabile voglia di crescere a livello professionale. “Non hai mai tempo per te!” ti dicevano, e avevano ragione in questo. Ma non avevano ragione sul fatto che questo fosse il motivo per cui non riuscivi ad incontrare la persona giusta.

Le convinzioni sono malefiche perchè sono mezze verità: sta qui la fregatura. La prima parte è sempre vera, la seconda invece, è frutto del pensiero di qualcun altro, di solito di qualcuno a te molto caro. E tu ci credi, e ti convinci che devi rallentare, che devi mollare la presa, e mettere un attimo in stand by i tuoi progetti. E li metti in un cassetto, che ti imponi di non aprire. E pian pianino ti spegni, smetti di brillare, smetti di amare il tuo lavoro e di fare le cose con passione. Smetti di chiederti cosa fa davvero bene a te, per adeguarti a quello che secondo la gente ti farebbe bene. Ma la verità è che tu stai sempre peggio, e come un cane che si morde la coda, di certo non attiri a te questa benedetta persona giusta!

Poi per fortuna, hai capito che eri infelice, e sei tornata a fare un po’ le cose a modo tuo. Hai riaperto il cassetto timorosa, ripreso in mano le tue carte, i tuoi scritti, i tuoi disegni. E come un bimbo dopo che è stato graffiato dal suo micetto, ti sei avvicinata con la paura che i tuoi sogni potessero distruggerti.

E ci sei andata piano.

Ma io non ho mai visto nessuno essere tremendamente felice andandoci piano.

A Marzo di quest’anno qualcuno con estrema prepotenza ti ha costretto a SOGNARE, ma in un modo che forse non avevi mai avuto il coraggio di fare. Un modo che non pensavi possibile, un modo che ancora al solo pensiero ti manda una scarica di energia. E ti fa scendere una lacrima, di gioia.

E hai capito, e ti sei vista, e hai realizzato.

Dicono che si nasce due volte: la prima che festeggi nel giorno del tuo compleanno, e la seconda, quando capisci PERCHÈ sei nato.

Direi che sceglierei come data simbolica il 15 marzo 2019.

E come un bimbo appena nato, hai pianto fuori quel liquido soffocante dai tuoi polmoni.

E come un bimbo appena nato hai fame, hai voglia di imparare, sei avida di emozioni, sei pronta a cadere e a rialzarti, a metterci tutta te stessa, a NON RISPARMIARTI.

E come un bimbo appena nato, non hai paura, non hai ancora quelle brutte esperienze che poi creano schemi mentali, non hai alternative se non quella di continuare a provare, a fare, a crescere.

Cara Veronica, ne hai ancora di strada da fare. Ma per quanto riguarda il percorso fatto fino a qui, caspita tanta roba. È una gran fortuna capire il tuo perchè quando davanti all’età c’è ancora un 2. Ed è un piacere vedere quanta strada hai fatto, quanti passi davvero difficili hai compiuto, e ripensare a tutti quei momenti in cui il tuo cuore stava per esplodere dalla gioia. Il tuo demone, “la solitudine”, si è preso un bello spauracchio vedendo la forza con sui hai reagito, e credo che almeno per un po’ se ne starà zitto e buono a contemplare lo spettacolo che stai realizzando.

Perchè la tua vita è uno SPETTACOLO.

C’è ancora una cosa su cui davvero devi lavorare moltissimo: sei sempre, e troppo, proiettata al futuro. Vivi un po’ di più il presente, goditi i risultati, usa davvero tutti i 5 sensi per fare tua ogni emozione.

Per questo non farò nessun excursus sul futuro, su dove ti vedo, sulla strada che ci aspetta o sugli eventuali ostacoli da superare, perchè tanto a questo ci pensi anche troppo.

Per oggi voglio dirti FERMATI e guardati indietro:

stai diventando grande, ma lo stai diventando da GRANDE.

Sei una forza della natura piccola mia, ti voglio bene.

Pubblicato in: STORIE DI SUCCESSO

SIRIA

Questo bellissimo nome si addice perfettamente a questa splendida ragazza, dai lineamenti un po’ esotici, che ricordano proprio quelli delle donne orientali.

Lei è quella classica ragazza molto alta, grande, robusta, che occupa spazio e incede con passo pesante.

“Sono sempre stata così”, si dice rassegnata alla prima visita. Ha sfruttato la sua fisicità giocando a pallavolo per 11 anni, dopo la maturità ha smesso e la mancanza di tutti gli allenamenti l’hanno fatta gonfiare e ora è proprio arrivata ad un punto che non si piace.

Studia a Verona, vive con la mamma che cucina in modo sano, mentre le Domeniche dalla nonna sono sempre un pranzo di Natale. Il moroso, alto e magro, mangia tutto ciò che vuole senza ingrassare (“bastardo”).

Non fa molti errori a livello alimentare, solite cose: qualche colazione saltata, qualcuna al bar, qualche snack confezionato per merenda, a pranzo pasta in bianco e i formaggi che vanno per la maggiore. Non ama l’ambiente “palestra”, preferisce stare all’aperto, camminare ed allenarsi a casa con una App.

Chiedo a Siria qual è il suo obiettivo.

“Perdere qualche chilo. Almeno 10!”     (Alla faccia del “qualche”!)

Quindi chiedo cosa vuole davvero.

“Mi sono sempre vista diversa. Mi hanno sempre dato della “robusta”, quella con le spalle larghe. Sono stufa di questi commenti. Voglio sentirmi meglio con me stessa e poi con gli altri. Meno stanca. Voglio guardarmi allo specchio soddisfatta, provarmi i vestiti e vedere che mi stanno bene tutti. Perché no, ricevere qualche bel complimento, e sentirmi finalmente me stessa e non quella etichettata.”

Era il 30 Gennaio.

Vedo Siria il 21 Febbraio, poi il 28 Marzo e infine il 20 Giugno.

Ha imparato a bere di più, a mangiare di più e meglio, a gestire il rapporto con il cibo e le emozioni legate al suo corpo. Si allena regolarmente per il piacere di farlo e va a camminare quando c’è il sole, più per ricaricarsi che per sudare. Non rinuncia ad uscire con gli amici e a bersi lo spritz (la vita, specie a 20 anni, è anche questa) e continua a fare felice la nonna alla Domenica (perchè si sa, l’amore è anche questo).

A Gennaio le avevo chiesto come si immaginava a risultato raggiunto.

“Con i pantaloncini corti a vita alta e una maglietta corta sopra, pancia fuori!”

Ed è proprio così che la ritrovo oggi (20 giugno), con un fisico da modella, un sorriso sgargiante e una sicurezza in se stessa che trasuda da ogni poro!

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“Sono passata da una 46 a una 40! Mi sento super energica, non sto rinunciando a nulla e mi sento finalmente me stessa..”

E si vede cara Siria. Eccome se si vede.

Bravissima e Bellissima!

 

Pubblicato in: RIFLESSIONI DI VITA

EMOZIONI

SONO UNA PERSONA CHE SI INNAMORA FACILMENTE

Ho provato a farci anche qualcosa. Ma niente.

Sono una persona piena di entusiasmo, per le cose, le sfide, le persone, i risultati, la bellezza dentro.

Mi affascinano i dettagli. Mi emozionano le vibrazioni che ai più sfuggono, vedo tutto più in grande, i colori più vivi, la luce più accesa.

Mi succede ogni giorno al lavoro, sono eccitata dalle storie complesse, come se potessi vedere il film della vita dei miei pazienti, mi siedo comoda e ascolto, immersa nei loro racconti come per cercare l’inghippo, il colpevole, qualcosa lasciato indietro, un segnale che nessuno fino ad allora ha colto.

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Mi succede quando osservo le persone al bar, in fila al supermercato, in banca, in ospedale, in treno, alla fermata dell’autobus.. immagino i loro pensieri, la loro storia e cerco di capire il loro stato d’animo.

Mi innamoro delle menti brillanti. Quando qualcuno mi parla di un suo obbiettivo, di un suo sogno, io già mi proietto lì, al finale, e lo vedo realizzato, lo sento sulla pelle, e non riesco a non sembrare una pazza, estremamente convinta che ce la farà.

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Mi innamoro di una canzone che risuona con il battito del mio cuore, e posso riascoltarla all’infinito. Lascio che il mio corpo si muova a tempo e adoro alzare il volume, come se le onde sonore potessero penetrarmi e far ballare ogni cellula che mi compone.

Sono entusiasta delle mie idee. A volte parto così tanto in quinta, che a metà del percorso mi rendo conto che forse non ci ho ragionato abbastanza. E spesso ormai ci sono dentro, così decido di dare il mio massimo, che andrà tutto alla grande.

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Amo le emozioni positive.

Quando arrivano le divoro, le ingrandisco, amplio i suoni, i colori, i profumi, l’intensità. Le ancoro per poterle rivivere, ma come succede per ogni attimo di pura gioia, svaniscono poco dopo.

C’è il rovescio della medaglia.

È come se le mie emozioni si potessero disegnare in un diagramma: ci sarebbero picchi verso l’alto e picchi verso il basso, con linee in mezzo vertiginose. Come  l’elettrocardiogramma.

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Sono capace di passare da un momento di euforia contagiosa a uno di tristezza acuta, nel tempo di un battito di ciglia. Di questo mi sono resa conto verso i 18 anni, e da allora ne ho combinati di casini, perchè prendevo decisioni anche importanti in sella alle montagne russe. Ed essendo piuttosto impulsiva, non ci pensavo due volte.

Negli ultimi 4-5 anni ho fatto un lavoraccio per sistemare questa cosa! Per i primi 2 anni ho cercato di non provare più emozioni, mi sembrava uno soluzione più che logica. Il risultato? Mi sono trasformata in un robot grigio, spento, perennemente deluso dalla vita.

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Per altri due anni lavorai sulle aspettative, additandole come capro espiatorio. Così ho smesso di avere delle aspettative, rispetto alle cose, alle persone, al futuro, a  me stessa. Per un po’ sembrava funzionare: la delusione non mi sfiorava, ero sempre pronta a non aspettarmi nulla. Ma ho smesso di aspettarmi le cose belle dalla vita, non credevo più nell’amore, non aveva senso viversi la gioia tanto “è passeggera”, e vivendo con un filtro color seppia. Avevo smesso di sognare.

Fortunatamente nel’ultimo anno ho capito che le emozioni “negative” esistono e giungono sempre con un significato profondo. Arrivano per dirti qualcosa, per aiutarti a crescere. Non serve a nulla negarle, o sminuirle! Serve accoglierle, accettarle e comprenderne la lezione. Solo così non lasceranno una ferita, ma porteranno una nuova consapevolezza. Che se per qualcuno potrebbe rappresentare un’arma per potersi difendere in futuro, per me rappresenta una piuma in più, che renderà più forte le tue ali, per la libertà e la leggerezza.

E le emozioni belle?

Quelle ho deciso di vivermele. Senza paracadute.

Ho capito che hanno una loro durata e che non posso pretendere che siano presenti sempre, che permangano a lungo con l’intensità iniziale, ma quando arrivano bisogna respirarle a fondo. E sono linfa vitale e curativa.

Le emozioni sono ciò che ci fa sentire vivi.

E siccome di vita, per quello che ne sono ora, ne ho una soltanto, so che voglio viverla al massimo.

E voglio essere felice.

Se devo andarci piano lascio perdere: non ho mai visto nessuno essere felice trattenendosi.

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Pubblicato in: CHI SONO, STORIE DI SUCCESSO

COERENZA

Sì, questa SONO IO.

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La prima foto è stata scattata il 25 Ottobre 2018, la seconda sabato 20 Aprile 2019. Sono passati solo 6 mesi.

Sei mesi in cui sono successe tantissime cose, soprattutto dentro di me.

Le poche, pochissime persone che mi conoscono nel profondo sanno che tra Settembre e Ottobre 2018 ho avuto un momento di difficoltà, durante il quale mi sentivo persa, non sapevo bene chi ero e dove ero diretta. Avevo smesso di sognare, smesso di credere in me.  Sì, nonostante il  mio carattere sempre combattivo e la mia energia che sembra inesauribile.

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(I momenti difficili sono quelli che ti aiutano a capire dove sei arrivato e dove vuoi andare)

E anch’io, come tutti, nei momenti di tristezza, mi lascio andare dal punto di vista fisico. Mi consolo con il cibo, perchè sono una golosona, perchè il cibo è palliativo, perchè cercare rifugio nel cibo è normale, è biologico, neuro-biologico.

(Trovare consolazione nel cibo è normale)

Ma poi, ad un certo punto guardandomi allo specchio, ma soprattutto guardandomi dentro, ho realizzato e ammesso a me stessa che ero insoddisfatta.

(Diventare consapevoli che non si sta bene è il primo passo)

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E la cosa più intelligente che io abbia fatto in quel momento è stato chiedere aiuto.

(Chiedere aiuto è il secondo)

Di certo sapere cosa si deve mangiare, cosa è giusto e cosa è sbagliato, non basta. Non potrei esserne un esempio migliore!!

(Sapere cosa è giusto mangiare non basta)

Anche fare movimento può non bastare! Io sono un’istruttrice di fitness dall’età di 18 anni, mi piace correre e di certo so fare alcuni esercizi di tonificazione, o almeno pensavo di farli in modo corretto. Facevo l’insegnante di aerobica-step 2 ore a settimana, ma evidentemente non bastava. O meglio, non lo stavo facendo nel modo giusto, o con l’intensità giusta.

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Mi sono affidata ad un professionista, Giulio Bissaro (che trovate a Vo’, ha un suo studio di Personal Trainer “Best4You”) e attraverso le sue lezioni di personal, il suo credere in me, il suo spronarmi sempre oltre i miei limiti, ho raggiunto risultati che nemmeno immaginavo. Non solo estetici, soprattutto di resistenza e potenza.

(Fare attività fisica può non bastare se non stai facendo la cosa giusta)

Quante volte sfogavo con lui le tensioni e le preoccupazioni, quante altre arrivavo scarica e lui con una battuta mi strappava un sorriso e andava subito meglio. Prendermi quell’ora a settimana per me è stata medicina. Cambiare veste, da istruttrice ad allieva. Sentire  che non dovevo avere  tutto sotto controllo, ma c’era qualcun’altro che si occupava di me.  Staccare la spina e parlare dei miei sogni. Sentire che stavo facendo qualcosa per me, solo per me.

(Bisogna dedicarsi del tempo, anche poco, ma di qualità, dove  ci si sente bene)

MI sono allenata, ci ho dato dentro, non mi sono raccontata scuse.

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(Non basta  capire cosa si vuole, bisogna agire!)

Avevo un obbiettivo bene preciso: di certo non prepararmi per la prova costume, nè dimostrare qualcosa a qualcuno.

Volevo vivere uno dei miei valori più alti: la COERENZA.

Volevo sentirmi bene nel mio corpo, per essere il meglio di me, per aiutare altre persone a stare bene con se stesse, volevo la mia autostima al massimo perchè già ci pensa la vita a metterti i bastoni fra le ruote.

(è importante capire qual è il tuo obbiettivo, ma ancora di più il suo significato profondo)

Ho fatto sacrifici, ma senza fare mai una rinuncia. Ho fatto molte SCELTE, per il mio benessere. Adoro i dolci, un pezzetto di cioccolato al giorno non me lo faccio mai mancare. Esco a cena almeno una volta a settimana, una pizza a settimana, e lo spritz per me è un sentimento.

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(L’atteggiamento che hai nelle cose di ogni giorno ti porta davvero lontano, Volersi Bene è uno stile di vita)

Inoltre una cosa importante da dire è che in questi 6 mesi, in queste 2 foto, il peso è sempre lo stesso. Sono 1 metro e 48 ( Sì, e ne vado fiera!)  per 57 kg circa.  E il mio BMI è 26: ovvero SOVRAPPESO. In entrambe le foto.  Quindi il peso non dice nulla di una persona!!

E infine vorrei dire che forse da vestita, tra Ottobre ad Aprile, da fuori,  non si vede una gran differenza. Quindi non si sa mai cosa c’è sotto ad un vestito, ma se hai un occhio attento puoi capire cosa c’è sotto ad un sorriso.

Volersi Bene è un cammino: ci sono momenti in cui si va via lisci e veloci, altri pezzi sono in salita e ci sono difficoltà inaspettate. E poi ci sono grandi curve, momenti in cui ci sentiamo così lontani dalla meta.

L’importante è continuare a camminare.

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In questa serata con la mia splendida cugina mi sono fatta una promessa, e per me è stato davvero importante! 
Pubblicato in: STORIE DI SUCCESSO

ANNA

Anna arriva da me con un’amica.

“In due ci facciamo coraggio”, mi hanno detto. E io intanto mi chiedevo se sono così “spaventosa”!

Rileggo i miei appunti presi su Anna durante il nostro primo incontro, le sue testuali parole: “Sono una barista, ti lascio immaginare! Non ho tempo per fare attività fisica e ho un’alimentazione squilibrata. Prima ero una persona attiva, ora.. la verità è che non ho voglia. Sì, la mia è più che altro pigrizia! E poi ho mal di schiena..”

Quando le chiedo quale sia il suo obbiettivo, si mette subito una mano sulla pancia: si sente sempre gonfia, con problemi di meteorismo, e tutti quei sintomi poco simpatici legati alla sindrome dell’intestino irritabile.

“È diventata un’ossessione. Non so più come comportarmi, specialmente quando mangio fuori.. insomma, ormai non esco nemmeno più volentieri a cena. Forse è un problema di intolleranze alimentari, dici che dovrei fare il test?”

Mi parla di tutti gli alimenti che ha pian piano eliminato dalla sua dieta, di altri problemucci di salute, di un episodio di intossicazione di qualche anno prima.

Io annoto tutto.

Annoto anche quello che non mi dice: la tensione sul suo viso, quel velo di tristezza che la avvolge, la piccola ruga ai lati della bocca, mentre mi dice che ultimamente non ha più voglia di comprarsi da vestire.

Anna ama il suo lavoro, le piace il contatto con la gente, ma a volte qualcosa la fa arrabbiare, e lei “il nervoso” se lo tiene tutto dentro.

Anna ama il suo compagno, a volte però sente la responsabilità di essere forte anche per lui, e non cerca aiuto per non disturbare.

Anna ama la sua vita, ma ora le manca lo sport, un paracadute su cui contare, un corpo che la faccia sentire energica.

Al primo controllo, dopo solo 15 gg, Anna era rinata. 🤩

“Non so se sono calata, ma mi sento da dio! Il gonfiore è praticamente sparito, non puoi capire quanto questa cosa mi faccia sentire più libera!”

Più libera di parlare quando qualcosa non va, più libera di prendersi del tempo per sè, più libera di azzardare una piccola corsa quando si sente di potercela fare.

Anna fiorisce.

Più la vedo ai controlli, più i suoi colori sono vividi, la pelle del viso più distesa, la sua luce più forte. È più disinvolta, più aperta, si vede che sta bene nel suo corpo anche solo nel modo di sedersi sulla sedia.

Passano i mesi e ogni volta è quasi incredula nel vedere il peso che scende, ripetendo a me e a se stessa che “non sto facendo fatica, semplicemente sto più attenta, mi dedico del tempo per mangiare, mi fermo quando mangio, bevo di più e ho ripreso a fare un po’ di movimento!”. È tornata ad essere la persona ATTIVA di una volta.

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“Sì, a volte le scariche, i disturbi o il gonfiore tornano, ma mi rendo conto che sono legati allo stress della giornata, o a qualche mio pensiero.. e allora basta mettere le scarpe da ginnastica, e pian piano tutto passa..”

L’ultima volta che l’ho vista era un po’ infastidita: “Un sacco di gente mi chiede incredula cosa ho fatto, parlo di te, do il tuo numero.. poi le rivedo e di nuovo la stessa frase, ma intanto non ti hanno chiamata. Ma dico io, vai: inizia il tuo percorso, vedrai come starai meglio poi!!!”

Rispondo con dolcezza: “Sai, Anna, ad ogni persona il suo tempo. Non è facile per nessuno, ed è meglio aspettare il momento giusto, che iniziare un percorso pieni di dubbi! CI VUOLE CORAGGIO a rimettersi in gioco, a prendere in mano la propria vita e trascinarsi fuori dalla zona di comfort. Tu sei stata bravissima, ne hai avuto tanto e continui a mantenere il tuo risultato: sii fiera di te perchè io lo sono tantissimo!”

E poi fra me e me penso che al primo incontro siete venute in due.. perchè insieme ci siamo fatte coraggio!

Pubblicato in: EVENTI E CORSI, NUTRIZIONE, RIFLESSIONI DI VITA

Perchè le diete non funzionano?

Ma soprattutto, perché spesso di fanno delle diete, sacrifici e rinunce, e di solito i primi risultati si vedono, e ci illudono che andrà alla grande, ma poi qualcosa va storto?

Dopo un po’, a volte per pigrizia, molto più spesso arriva una festa comandata, il mese pieno di compleanni, o quella giornata “no” e la voglia di qualcosa di buono.. o magari c’è il collega che porta le pastine al lavoro, e hai il vassoio lì davanti al naso che sussurra il tuo nome… e niente, si CEDE, ci si concede uno SGARRO, che diventa l’inizio della fine.

E da lì è tutta una conseguenza:

“Massì, per stavolta, non sarà questo a rovinare il risultato!”

“Ok, stasera mi concedo questa cosa, ma da DOMANI, mi rimetto seria!”

“Eh vabbè, senti, la vita è una e va vissuta, questo è un piacere e tanti saluti!”

“Ecco, adesso è andata, tanto lo sapevo, sono sempre la solita, cosa mi potevo aspettare di diverso! IO SONO FATTA COSì, non sono costante, dopo un po’ mollo!”

“Ormai, meglio se smetto di provarci. Tanto comunque non devo piacere a nessuno.”

“Pazienza, è anche ora che inizio ad accettarmi per come sono, e se non vado bene agli altri è un problema loro.”

Ma se a stare male nel tuo corpo sei tu, allora è un problema tuo. Se a non avere un rapporto sano con il cibo sei tu, allora è un problema tuo. Se il tuo umore è influenzato dalla tua paura del giudizio degli altri e ti vivi male ogni situazione sociale, allora è un problema tuo.

E così non importa se la dieta era quella giusta, se il professionista era bravo o meno, se hai pagato tanto o poco, se l’hai fatto per indossare il costume questa estate o per le foto al matrimonio, finisce sempre allo stesso modo.

Che quello che rimane è un senso di FRUSTRAZIONE enorme, che ricade sempre e solo su di te.

UNA DIETA CHE FUNZIONA ESISTE PER DAVVERO, ma non è la dieta di per sé a funzionare, quanto il tuo atteggiamento verso la dieta.

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Se ormai hai collegato la parola “dieta” a qualcosa di negativo, il tuo cervello farà di tutto per evitarti di ricominciarne una nuova, cercando in ogni piccola scusa un motivo per mollare. Oppure se sei convinto che “tanto va a finire come le altre volte”, il tuo cervello farà di tutto per confermare questa regola e darti ragione. Non devi viverla come un’imposizione, qualcosa deciso da qualcun’altro, dove la parola d’ordine è RINUNCIA, ai piaceri della vita, spesso a favore di qualcosa che di piacevole non ha assolutamente nulla. Se la vivi come una parentesi della tua vita che non vedi l’ora che finisca, il tuo cervello farà in modo che finisca il prima possibile, non importa l’esito finale.

Quindi:  UNA DIETA FUNZIONA SE SENTI CHE È UN PERCORSO PER MIGLIORARE TE STESSO

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Ti sei chiesto veramente qual è il tuo OBBIETTIVO? Cosa vuoi ottenere? Un risultato estetico, un numero, un miglioramento generale della salute, entrare in un vecchio jeans, sentirti più energica e attiva, o avere uno stile di vita sano e mantenerlo nel tempo? Trova la tua risposta. E poi chiediti: Perchè lo vuoi ottenere? A che cosa è collegato? Eh lo so, qui bisogna andare un po’ in profondità, vi verrà da rispondere le cose più “ovvie”: voglio stare bene con me stessa, avere più autostima, essere felice. Risposte che non dicono niente. C’è una risposta UNICA, fragile, sincera, che spesso fa emozionare, che tocca le corde più sensibili, che ha il volto di qualche familiare o che ti porta indietro nel tempo. Spesso è difficile ammetterlo a se stessi, figuriamoci esprimerlo a voce alta! Quando la risposta ti smuove qualcosa dentro, chiediti quanto è importante per te su una scala da 0 a 10. E solo se la risposta è 10, la dieta funzionerà.

Quindi: UNA DIETA FUNZIONA SE HAI CAPITO VERAMENTE COSA VUOI

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Nella maggior parte dei casi ti senti COSTRETTO a fare attività fisica, perchè “bisogna”, e serve “FORZA DI VOLONTÁ”, perchè è dura quando il divano ti chiama. Ti senti di dover dire di no agli amici che ti chiedono di uscire, sei quello che mangia diverso durante una cena. E ti racconti che è una rinuncia che vale la pena fare. Lo fai per ottenere un risultato che ti renderà sicuramente felice, ma nel mentre la strada è lastricata di tristezza e le trappole sono dietro l’angolo, quindi ansia, paura e sensi di colpa sono i tuoi compagni di viaggio. Rifuggi dalle occasioni di tentazione, e cucini cose diverse per te rispetto al resto della famiglia, dovendo così anche “perdere” tempo a fare tre pentole. E pima o poi ti sentirai estremamente stanco, E infelice.

Quindi: UNA DIETA FUNZIONA SE MENTRE LA FAI SEI FELICE.

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Sì, credimi, è possibile!

Fatte queste premesse, il vero Nutrizionista di te stesso puoi essere solo tu, perchè non può esistere una regola uguale per tutti, perchè ognuno ha la sua vita, i suoi impegni, le sue passioni, il suo lavoro e il suo tempo libero.

Puoi senza dubbio imparare a “mangiare bene”, quindi a combinare bene i cibi tra loro, a scegliere l’alimentazione più adatta a te e alle tue esigenze, ad abbinarci l’attività fisica giusta per te e il tuo obiettivo, ma che sia anche “ecologica” con la tua vita e gli impegni, di lavoro e familiari. Puoi imparare quali sono i meccanismi biochimici e fisiologici che controllano il metabolismo, che possono essere grandi alleati o bastoni fra le ruote. E infine, la cosa che di sicuro non trovi scritta nei libri e che nessuno finora ti ha insegnato, puoi e devi imparare ad avere un rapporto sano con il cibo, che significa amarlo, ma anche riconoscere quando è semplicemente energia per il corpo, e godersi ogni piacere quando invece c’è da festeggiare, senza sentirti in colpa. Potrai imparare a riconoscere le emozioni che il cibo ti provoca e a diventarne padrone, e non a sentirti in balia delle decisioni che partono dalla pancia, o dal cuore.

biscotti su e giù

Il cibo è fondamentale per vivere, devi mangiare per almeno 3 volte al giorno, con tutti i suoi pro e i suoi contro, e tutte le emozioni che suscita in te. È meglio imparare a conviverci, perchè se la vivi come una lotta, a perdere sarai sempre tu. Se invece smetti di vivere il cibo come un nemico, e crei una relazione di serenità, non ci saranno vinti o vincitori, ma ci sarà benessere e amore per te stesso.

Vieni alla serata _ LA DIETA CHE FUNZIONA_ per scoprire di più, e chiedi informazioni per il corso _CIBO-CORPO-EMOZIONI_ dove imparerai finalmente a rapportarti con il cibo in un modo totalmente nuovo, sano e soprattutto utile per raggiungere i tuoi obbiettivi estetici, e il Volerti Bene davvero!

 

Pubblicato in: RIFLESSIONI DI VITA

LA PRIGIONE DEL TEMPO INDETERMINATO

 

  • Di questi tempi è difficile trovare lavoro!”
  • “Bisogna accontentarsi, specialmente al giorno d’oggi, avere un lavoro a tempo indeterminato è una mano dal cielo!”
  • “Cosa ti lamenti? Tanto ovunque andrai troverai problemi, con i titolari, con i colleghi.”
  • “Mai lasciare la strada vecchia per quella nuova.”
  • “Sai quello che lasci ma non sai quello che trovi!”

Ed è così che una persona, magari giovane, all’inizio delle sue esperienze lavorative, si beve ogni giorno questa pozione che addormenta il suo istinto creativo, il suo ottimismo, il bisogno di realizzazione, la sua voglia di essere felice.

Si ripete queste frasi come un mantra, una preghiera di auto-convinzione che “sì, sta facendo la cosa giusta!”

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Va al lavoro ogni giorno, e sopporta orari ingestibili, sopporta di passare poco tempo con la famiglia, sopporta di dire di no alle uscite con gli amici perché “Non posso, devo lavorare!”.  Sopporta un capo che sfrutta i suoi dipendenti, sopporta dei colleghi che creano un clima di tensione e rivalità, sopporta di essere sminuito rispetto alle sue capacità.

Va al lavoro ogni giorno, e si avvelena lentamente l’anima, buttandole addosso così tanta fuliggine che per forza non si vede più la sua luce.

E l’anima decide che può pure smettere di brillare, non ne ha più le forze, non serve a nulla perché nessuno la vede. E si smette di pensare che si possa cambiare, che sia possibile essere felici.

E al cervello intanto viene ripetuto che “il lavoro rende liberi”: lavorare è onorevole, chi si lamenta è perché non ha voglia di lavorare. La televisione urla i numeri di quanti disoccupati ci siano in italia, dimostrandoti ancora una volta di quanto tu sia fortunato. E nel frattempo senti parlare di tutte le brutte esperienze dei tuoi amici, parenti e conoscenti di conoscenti, che ti confermano che “cambiando si può andare solo in peggio”.

Tanto vale stare lì!

Lì, NELLA TUA ZONA DI COMFORT, se proprio te la senti di chiamarlo “comfort”.

Stai lì, in quella prigione dove hai firmato un contratto sì,

UNA CONDANNA A MORTE DELLA TUA FELICITÁ.

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E se ci sei dentro a 25 anni, ci sarai sicuramente incastrato anche a 30, e poi a 35 e i 40 anni arriveranno in un attimo. E poi ci sarà anche l’alibi dell’età, “è troppo tardi per cambiare, a questa età non mi prende nessuno”, e si avvicineranno i 50, la casa da mantenere, un mutuo da pagare, i figli all’Università.

Perché bisogna studiare, per sperare di trovare un giorno “IL POSTO FISSO”.

E a 60 anni, forse 70, ti guarderai indietro e capirai che “un lavoro a tempo indeterminato”, se non ti rende felice, fa rima con ERGASTOLO.

C’è un tempo, molto più importante, che non è indeterminato.

IL TUO.

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Pubblicato in: ESERCIZIO FISICO, RIFLESSIONI DI VITA

LA PILLOLA BRUCIA GRASSI

Quante volte hai desiderato che entrasse in commercio una reale PILLOLA BRUCIA GRASSI?

Penso almeno una volta… al giorno!!!

Ed è per questo che molte società, e IMPRESE FUFFA, cercano di venderti a CARO PREZZO (ma d’altronde la combo pigrizia-ignoranza si paga) una pastiglia magica che –sempre scritto per legge- abbinata ad una dieta sana e all’attività fisica regolare, promette i MIRACOLI.

con alimentazione sana e attività fisica

Eh beh, GRAZIE!!!

Non ti sei mai chiesto se non sia la pillola a bruciare i grassi, ma l’attività fisica e la dieta che ci abbini?

Quello che BRUCIA davvero è BUTTARE VIA I SOLDI.

E allora ingoiata la pillola, e il boccone amaro del pensiero che avresti potuto comprarti un paio di scarpe nuove, stai anche attento all’alimentazione e magari ti iscrivi in palestra, così –fatto 30 faccio 31-.

E allora è proprio vero che è una pillola che brucia i grassi!!!

bicchiere d'acqua

Se fossi un vaso pieno d’acqua e ogni giorno mettessi in questo vaso 10 cc, e ne buttassi fuori ogni giorno 10 cc, allora il livello dell’acqua rimarrebbe sempre quello.

Morale: ingrassi quando introduci più energia di quanta ne consumi.

Dimagrisci quando consumi più energia di quanta ne introduci.

bilancio energetico

Elementare.

Bisogna chiarire bene cosa significa introdurre energia (non significa solo cosa mangio e in che quantità, significa anche quando, come, perché, in che stato d’animo, rispetto a cosa, con quali combinazioni alimentari, con quanta varietà, con che velocità.. ecc ecc) e cosa significa consumarla (c’è il METABOLISMO BASALE, legato al sesso, all’età, agli ormoni sessuali ma anche a quelli del sonno e dello stress, e legato alla tua muscolatura; c’è la Termogenesi Indotta dalla Dieta, ovvero “quanto consumi per digerire” che dipende dall’alimentazione e dalla varietà, e infine c’è l’attività fisica extra, rispetto a quello che è considerato “comune” per il tuo organismo. Che non è una regola fissa per tutti).

Ecco, l’attività fisica è uno dei modi, il più piacevole, il più economico, e sotto il tuo totale controllo, per consumare energia.

E allora quando mi dicono “ti prego, dammi qualcosa che mi faccia dimagrire” io rispondo: “ci ha già pensato madre natura: TI HA DATO UN CORPO,  e se sei tra i più fortunati, con due gambe e due braccia”.

Gratis.

attività fisica parco